Saturday, September 12, 2009

La nostra vita e la loro vita



Giornalista: Ciao, come stai?
Donna: Ciao, grazie. Sto cercando nella spazzatura. Non ho nessuno che si prende cura di me e i miei tre figli piccoli. Io non sono in grado di provvedere per loro. Quindi cerco di trovare cibo per loro tra questa immondizia.
Giornalista: Non hai qualcuno che vi possa sostenere (economicamente)?
Donna: No caro, chi lo faceva e' scomparso pochi anni fa
Giornalista: Che la sua anima riposi in pace
Donna: Grazie
Giornalista:Sei di questa zona?
Donna: No, Sono da Khorasan (nord dell'Iran)
Giornalista: Quindi abiti qui intorno? Da quanto tempo?
Donna: Ho vissuto in questo paesino per 10-12 anni
Giornalista: qual è il nome di questo villaggio?
Donna: Nasir Aabad
Giornalista:Hai un carrello o un auto per raccogliere la spazzatura? O usi questa borsa?
Donna: uso la borsa per portare tutto via a casa con me.
Giornalista: Quanti figli hai?
Donna: Ho due figlie, una aveva una malattia su un occhio e ha fatto un intervento chirurgico molto tempo fa.
Giornalista: Nessun figli maschi?
Donna: ho due, sono entrambi sposati. Ho avuto 3 figlie. Veniamo qui e cerchiamo tra l'immondizia. Mia figlia mi ha detto un giorno, mamma sono stanca. Sono stufa di questa situazione. Ognuno vive la propria vita e guarda la nostra vita. Le ho detto che questo è il nostro destino. Mia figlia era stanca, ha mangiato qualcosa dopo il digiuno di ramadan e si e' messa seduta accanto al fuoco. Era il 17 di Ramadan. La mia piccola figlia era malata. Sono andata a prendere le medicine. Ho chiesto alla grande di venire con me, mi disse di andare e lei mi avrebbe seguito. Come sono andata via, sono girata ho guardato indietro e ho visto delle grandi fiamme. Io non riuscivo a muovermi ero devastata. Questo signore che sta viene da noi ha cercato di spegnere il fuoco. Lui e' uno straniero, i miei ragazzi lo chiamano zio. Ci aiuta come Lei.
Era stanca, diceva: è questo il modo di vivere la vita, vero? Ho perso la mia figlia proprio così. Si e' suicidata. Diceva, sono stanca mamma. Guarda tutti gli altri, guarda come si vestono e ci guardano. Noi siamo iraniani e siamo qui. Vedi la loro vita e la nostra vita.
Questa non è una vita che stiamo vivendo. La piccola mi chiede di comprare le scarpe, come posso comprarle le scarpe? Sono stata malata negli ultimi due giorni e non ero in grado di venire qui e cercare nell'immondizia. Come posso provvedere per loro e vivere la vita in questo modo?

Giornalista: La vostra casa e' vicina?
Donna: Non e' troppo lontano da qui
Giornalista: Va bene se venissi a casa tua?
Donna: Certo
Giornalista: Ci dispiace disturbarti
Donna: Non è assolutamente un problema!



Seconda Parte

Giornalista: Cosa riuscite a trovare a mangiare in questa situazione?
Donna: Non molto, pane semplice e patate lesse, uova a volte, o di riso, se gli amici me ne danno un po'.
Giornalista: Pecepisci la pensione di tuo marito?
Donna: No, hanno anche smesso di pagare a noi lavoratori il sussidio mensile per gli ultimi due anni.

Giornalista: Il tuo riscaldamento funziona con l'olio?
Donna: Sì
Giornalista: Compri l'olio di questa zona?
Donna: Sì
Giornalista: Ci sono periodi che rimane senza riscaldamento dalla carenza di combustibile?
Donna: Due notti fa non avevamo l'olio. Ho dovuto vendere l'annello di mia figlia per comprare l'olio.

Thursday, September 3, 2009

Iran – Ultimi Aggiornamenti 2 e 3 Settembre!

  • Crisi economica: rischiano il licenziamento molti operai della “Iran Khodro” e della “Iralco”

-“L’ Iran Khodro”, il maggiore produttore di auto in Iran e nel medio-oriente, rischia la bancarotta Il possibile fallimento dell’ “Iran Khodro”, per accumulo di ingenti debiti, causerebbe la perdita del lavoro per molti operai e dipendenti del settore automobilistico. La recessione nel mercato automobilistico, in aggiunta a quella nel mercato immobiliare, innalzerà notevolmente il tasso disoccupazione

-Anche la “Iralco industria specializzata nella produzione di alluminio, potrebbe chiudere 70 dei suoi stabilimenti entro la fine di ottobre, procurando il licenziamento di molti dei suoi operai che potrebbero perciò unirsi alle manifestazioni di protesta.

-700 nuovi disoccupati per la chiusura della Sand Maker Company.

-La crisi economica sta dunque provocando crescenti malumori nel mondo del lavoro che il regime tenta di mettere a tacere, come dimostra la recente convocazione da parte del Ministero, dell’informazione di tre sindacalisti della Haft Tappeh, che rischiano l’ arresto in caso di mancata comparizione. Si tratta dell’ennesimo attacco nei confronti dei sindacati: il leader del sindacato dei trasporti di Teheran, Mansour Osalou, da settimane detenuto nella prigione di Rajai Shahr nella città di Karzaj, è sottoposto a costanti maltrattamenti ed violenze fisiche e psicologiche, nonostante soffre di complicazioni cardiache.

  • Varya Morovati, studente politico, condannato ad un anno di carcere

Varya Morovati, studente universitario a Bijar, è stato condannato in corte d’appello ad un anno di carcere per aver sostenuto i partiti di opposizione.

  • Arrestato Rasoul Badaghi, membro della commissione degli insegnati ed attivista per i dirirri umani

Rasoul Badaghi è stato arrestato la scorsa settimana nel suo appartamento. Gli agenti hanno fatto irruzione in casa sua, hanno perquisito e portato molti dei effetti personali. Non si sono informazioni sulle sue condizione e rimane sconosciuto il luogo di detenzione.

  • Duri provvedimenti disciplinari per 10 studenti universitari di Tabriz

La commissione disciplinare ha emesso duri provvedimenti per 10 studenti dell’ università di Tabriz: divieto ad utilizzare il dormitorio universitario e sospensione dai corsi. Dall’inizio delle proteste post elettorali la commissione disciplinare ha convocato almeno 30 studenti di Tabriz, sospendendoli dai corsi per 2 semestri e dall’ uso del dormitorio per 2 anni.

  • Rivelata l’ identità di un' altra persona morta: Mahmud Raisi Najafi

Mahmud Raisi Najafi, il cui nome non compariva nel bilancio ufficiale dei morti, è l’ennesima vittima che si aggiunge alla lista delle persone uccise durante le proteste post elettorali. Najafi è stato aggredito e picchiato dalle forze dell’ordine ad Azadi Sq. il 15 Giugno. L’agenzia di stampa Saham ha raccolto la testimonianza dei sua moglie, Khadije Haidari su gli eventi di quel giorno. Mahmus Rajafi è rientrato in casa quel giorno del 15 Giugno gravemente ferito e sanguinante. Era stato aggredito e picchiato in strada dalla forze di sicurezza, mentre semplicemente faceva ritorno a casa da Azdi Square. dove nel frattempo agenti armati di bastoni caricavano molti manifestanti. Sebbene egli abbia provato a spiegare loro che non era coinvolto nella manifestazione, è stato ripetutamente picchiato e si è ritrovato privo di sensi in auto, circondato da corpi di persone probabilmente morte o in stato di incoscienza. Quando gli agenti si sono accorti che era ancora vivo lo hanno letteralmente scaricato fuori dall’ auto. Najafi, ferito ed in pessime condizioni, è riuscito a fare ritorno a casa grazie all’ aiuto di alcune persone che lo hanno soccorso. Da quel momento è rimasto in vita per 13 giorni. Era seriamente ferito ma la sua famiglia temeva di incorrere in seri problemi se l’avesse portato in ospedale. Quando le sue condizioni si sono peggiorate e i familiari hanno di ricoverarlo. L’ospedale non aveva posti a sufficienza. La notte del 27 giugno, di ritorno dall’ ospedale, Najafi si è addormentato nella sua casa per l’ultima volta. Non si è più risvegliato.

  • Altri Tre Nomi si aggiungono alla lista delle persone uccise negli incidenti post elettorali

Sebbene siano trascorse molte settimane dai gravi incidenti post elettorali, il bilancio dei morti è ancora incerto. Mentre secondo le dichiarazioni ufficiali del regime, i morti sarebbero in totale 29, di cui 20 sarebbero forze Basji, il portavoce della commissione di indagine sulle vittime e i detenuti degli incidenti post elettorali, ha riferito che almeno altri 3 nomi si aggiungono alla lista delle 69 persone morte accertate dalla stessa commissione. Il bilancio delle vittime per ora accertate salirebbe a 72, tra le quali, come afferma il portavoce Syed Alireza Hoseini Beheshti, non compare alcun membro delle forze Basij. Beheshti ha anche invitato il capo delle Guardie Rivoluzionarie ad inviare la loro lista di nomi alla commissione per un confronto.

  • Continuano le proteste delle famiglie dei detenuti davanti alla prigione di Evin ed al tribunale

Più di 100 persone si sono radunate ieri 2 settembre davanti al tribunale di Teheran per protestare e chiedere il rilascio dei propri cari con quali non hanno contatti fisici o telefonici da settimane. Sebbene per molti dei prigionieri è stato emesso un verdetto di rilascio su cauzione, non è stato concesso alle famiglie in permesso di visita. Circa 30 persone, la maggior parte le madri dei detenuti, erano invece davanti alla prigione di Evin. Hanno chiesto ancora una volta di poter vedere i propri figli.

  • Nessuna notizia Mohammad Sedigh Kaboodvand attivista per i diritti umani in Kurdiastan

Mohammad Sedigh Kaboodvand condannato a 10 anni e mezzo di prigione per aver fondato un associazione che si batte per i diritti umani in Kurdistan, ha trascorso gli ultimi 26 mesi di detenzione ad Evin. Da dievrsi giorni amici e familiari non hanno contatti con lui. Avrebbero dovuto trasferirlo sabato nella prigione di Mahabad, dove al momento non vi è traccia o notizia della sua presenza. L asua famigli è estremamente preoccupata e la sua associazione ha chiesto alle autorità di consentire un contatto telefonico con Mohammad.

Wednesday, September 2, 2009

Iran - Blogging per la Rivolta … Aggiornamenti 31 agosto e 1 settembre!



  • Dichiarazione di tre organizzazioni per i diritti umani: Liberate Shiva Nazar Ahari e gli altri attivisti per i diritti umani
Gli attivisti iraniani per i diritti umani del Nord America e dell’Europa, l’ organizzazione del Kurdistan per la difesa dei diritti umani e la commissione per i diritti umani dei giornalisti, in una dichiarazione congiunta hanno chiesto l’immediato rilascio di Shiva Nazarahari , Mohammad Sediq Kaboud Vand , Keyvan Samimi , Ahmad Zeid Abadi , Abdollah Momeni , Mohammad Ali Dadkhah , Nasser Faridi , Saeed Matin Pour e di un’ altra dozzina di attivisti per i diritti umani e giornalisti ancora in prigione. Una copia della dichiarazione è stata inviata all’Assemblea per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, ad Amnesty International, a Human Rights Watch, a Giornalisti Senza Frontiere ( Reporters Without Borders) ed al Consiglio per i Diritti Umani in EU.
  • L’ufficio del Coroner: la Morte di Mohesen Ruholamini non è avvenuta per malattia o meningite
L’ufficio del coroner ha ufficialmente negato la possibilità che il giovane Mohesen Ruholamini sia morto per meningite e in un rapporto ufficiale ha riferito le cause della morte. Secondo una fonte affidabile, raccolta dall’ agenzia di stampa Mehr, l’ ufficio del coroner, in data 16 agosto 2009, avrebbe inviato alle autorità legali di competenza una relazione finale ed ufficiale sulla morte di Ruholamini, causata da stress fisico, condizioni terribili del luogo di detenzione, da frequenti percosse, da colpi con oggetti pesanti ricevuti sul corpo e sulla testa. La possibilità che sia morto per malattia o per meningite viene assolutamente respinta. Riguardo al luogo di detenzione, si tratta della prigione di Kahrizak. Durante il trasferimento ad Evin, Mohsen, per il peggioramento delle sue condizioni fisiche , viene portato in ospedale ma sfortunatamente non riesce a riprendersi. E’ tardi. Non è stato mai registrato nella prigione di Evin.
  • Hamzeh Qalebi , Dr Zabihi e Dr Soleimani sono stati rilasciati, Taha Zabihi resta in prigione
Mohammad Zabihi, Abdolrahim Soleimani Ardestani - due delle figure clericali pro Moussavi – e Hamzeh Qaleb, responsabile della commissione giovanile per la campagna a favore di Moussavi sono stati rilasciati negli ultimi due giorni dopo un detenzione di più di due mesi. Mentre Taha Zabihi, figlia di Mohammad Zabihi, supporter di Moussavi ed arrestato insieme a suo padre, resta in prigione.
  • Il rettore dell’ università di Shiraz rassegna le dimissioni
Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Mehr, il rettore dell’ università di Shiraz, Mohammad Hadi Sadeghi ha annunciato che si dimetterà subito dopo la nomina del Ministro delle Scienza. La decisione è motivata dalla attuale situazione delle università in genere ed in particolare di quelle di provincia come ha riferito alla stessa agenzia. Sadeghi aveva già presentate le sue dimissioni in seguito ai gravi incidenti post elettorali e all’ aggressione del dormitorio universitario di Shiraz da parte di agenti in borghese, ma aveva ripreso l’ incarico pochi giorni dopo.
  • Tre studenti attivisti “tagliati fuori” dai master universitari in Azerbaijan
Con le voci che circolano circa il proposito di tener chiuse le università a causa delle continue proteste, la privazione forzata dalla formazione di alto livello è applicata sempre più di frequente.

Dopo l'annuncio dei risultati del GMAT in Iran, Behzad Jedi, Ebrahim Shahbazi e Shahram Shoghi, tre studenti attivisti dell’ Azerbaigian che hanno superato la prova d’accesso al master con buoni risultati, non possono accedere di fatto all’università e ai corsi do formazione previsti.
Già negli anni precedenti molti studenti in Azerbaijan sono stati privati dell’ istruzione e della formazione universitaria. Ricordiamo Ebrahim Rashidi, Ghader Kiani, Nader Mah Ghare Bagh, AMin Emami, Samad Pashai, Mehdi Haj Mohammadi e Nahid Babazade
  • Rooz online intervista la famiglie dei prigionieri politici: “mancanza di informazioni, richieste esose per le cauzioni, pressioni e maltrattamenti per indurre false confessioni”
Dal 12 giugno sono in tanti i familiari dei prigionieri politici arrestati che vivono nella più totale angoscia per la situazione dei loro cari, per la mancanza di informazioni. Devono inoltre tollerare la vista dei terribili processi “farsa” ed essere felici se di tanto in tanto riescono a sentire i loro cari al telefono. La richiesta di cauzioni eccessivamente esose per il loro rilascio lascia supporre che non vi sia una reale intenzione di liberarli.
  • 500 milioni di Toman ( circa 500,000 dollari) per la cauzione di Shiva Nazar Ahari
Shiva Nazar Ahari, attivista iraniana per i diritti umani, è detenuta nel carcere di Evin da 81 giorni ed è ancora sotto interrogatorio. Le autorità hanno informato sua madre che il prezzo della cauzione è di 500 milioni di toman (oltre 350 mila euro). La madre ha obiettato che non può disporre di una somma così ingente. "Allora la lasci stare in prigione", le è stato brutalmente risposto.
  • Il comandante della Sepah rilascia “stralci “ di confessioni dei prigionieri
Il comandante generale della Sepah, dopo aver accusato i riformisti di aver pianificato i disordini post elettorali, ha rilasciato alcuni stralci delle confessioni dei detenuti. Ha dichiarato che l’atto più grave della storia della Rivoluzione Islamica sono stati i recenti disordini per i quali ha attribuito la responsabilità a Mohammad Mousavi Kho'einihaa, Atrianfar, Abtahi, Mohammad Khatami, Tajzadeh. Il loro obbiettivo, dichiarato direttamente e indirettamente in diverse occasioni, era quello di eliminare la guida suprema e prenderne il potere – ha affermato.
  • Quasi 50 studenti (uomini e donne) che risiedono nello studentato dell’ università di Teheran, sono stati convocati dalla commissione disciplinare
Mentre gli studenti dell’università di Teheran si preparano agli esami del secondo semestre dell’anno accademico 2008-2009, fissati per la prossima settimana, circa 50 studenti( uomini e donne) che risiedono nello studentato universitario hanno ricevuto un mandato di convocazione dalla commissione dell’ informazione.
  • L’ ufficio di Karroubi: Mortazavi responsabile per qualsiasi danno o conseguenza spiacevole che le vittime di stupro e le loro famiglie dovranno affrontare
In risposta alle dichiarazioni su Karroubi rilasciate dal giudice Moqaddami alla stampa ed in Tv, l’ ufficio del riformista ha pubblicato una dichiarazione ufficiale nella quale si legge del comportamento assai discutibile tenuto dal giudice nei confronti di una delle vittime di stupro convinta a testimoniare dallo stesso Karroubi. Il modo in cui la giovane vittima è stata trattata è quasi peggiore è più riprovevole degli abusi subiti in carcere. Inoltre si legge che Mortazavi, ex procuratore di Teheran sarà ritenuto responsabile per qualsiasi danno o conseguenza spiacevole che le vittime di stupro e le loro famiglie dovranno affrontare.
  • Dimessi in solo giorno 40 ambasciatori della Repubblica Islamica per aver sostenuto le proteste post elettorali
40 ambasciatori iraniani, in diversi paesi, sono stati sollevati dall’ incarico per aver sostenuto le proteste post elettorali. Il provvedimento, scattato lunedì, rientra nella prima tappa di quello che Ahmadinejad definisce “una fondamentale riforma del Ministero degli Affari Esteri”.
  • Continuano le proteste dei familiari dei detenuti davanti alla prigione di Evin e al tribunale
Nonostante le minacce, i toni intimidatori, gli affronti disumani e le false promesse fatte ai familiari dei detenuti, più di 100 persone si sono radunate ieri, martedì 1 settembre, davanti al tribunale di Teheran, per chiedere il rilascio dei propri cari, in prigione ormai da più di due mesi. Quasi 50 persone inoltre hanno protestato davanti alla prigione di Evin ma sono stati costretti dalle forze dell’ordine a spostarsi sotto un ponte in modo da non essere visibili.
  • Le critiche di Khamenei nei confronti di 2 milioni di studenti universitari laureandi in Lettere
L’Ayatollah Khamenei, leader supremo dell'Iran, esprimendo forti preoccupazioni per circa 2 milioni di studenti universitari laureandi in discipline umanistiche, ha dichiarato: “l’ insegnamento di materie umanistiche nelle università può alimentare dubbi sulle convinzioni religiose”. Ha poi aggiunto: "la maggioranza dei corsi relativi a queste discipline sono ispirati a principi materialistici e minano la fede in Dio e nell'Islam, diffondendo di conseguenza dubbi di natura religiosa nelle università. Pertanto Khamanei ha chiesto al nuovo gabinetto di Ahmadi Nejad, al Parlamento ed al Consiglio dei Guardiani di "prestare seria attenzione" alla questione.

Tuesday, September 1, 2009

Gabinetto di governo al voto: notizie dal Parlamento

  • Dopo i discorsi dei parlamentari, Ahmadinejad difende il suo nuovo collegio di ministri

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha difeso le candidature dei ministri da lui proposte per il nuovo governo dopo aver ricevuto diverse critiche da alcuni parlamentari.

Domenica il presidente Ahmadinejad ha preso per primo la parola in Parlamento illustrando i programmi futuri del suo governo e difendendo i nuovi candidati, da lui designati, per il ministero. Dopo il suo discorso alcuni dei parlamentari hanno colto l’occasione per esprimere le proprie perplessità e critiche sulle candidature proposte dal neo eletto presidente. L’inadeguatezza o la mancanza di esperienza di alcuni neocandidati rispetto al ruolo ministeriale da rivestire, è stata una delle critiche avanzate, oltre al fatto che la scelta di alcuni potenziali ministri sia caduta sui fedelissimi del nuovo presidente.

D’ altro canto ci sono stati interventi anche a favore delle scelte di Ahmadinejad, secondo i quali il nuovo collegio dei ministri sarebbe perfettamente in linea con i principi della Repubblica Islamica.

Ahmadinejad, ripresa la parola, ha nuovamente difeso le sue scelte respingendo tutte le critiche che gli sono state mosse e ribadendo che le candidature sono state dettate unicamente dalla competenza e dai meriti delle persone designate. Ha inoltre difeso la sua decisione di candidare tre donne come ministri sottolineando che la presenza delle donne nella società era stata incoraggiata dallo stesso fondatore della repubblica islamica Khomeini. Ha infine concluso ricordando la necessità di coesione tre il nuovo governo ed il Parlamento per il bene del paese.

Il passo successivo spetta ai 21 candidati: nel corso dei tre giorni di dibattito che seguiranno, presenteranno in Parlamento il loro programma politico per i prossimi quattro anni. Per entrare in carica infatti, i potenziali ministri dovranno ottenere il voto di fiducia del Parlamento e l'approvazione della maggioranza dei rappresentanti.

  • Secondo giorno di voto in Parlamento per l’approvazione del nuovo gabinetto di governo

Il Parlamento iraniano ha ripreso il dibattito per il secondo giorno consecutivo sul voto di fiducia per i 10 ministri proposti dal presidente Mahmoud Ahmadinejad

I tre giorni di dibattito in Parlamento per l’approvazione del nuovo collegio di ministri proposto da Ahmadinejad, si è aperto domenica.

La sessione di lunedì, secondo giorno, ha visto i parlamentari impegnati nel voto di fiducia per Mrs. Soussan Keshavarz, candidata a Ministro dell’ Educazione. I pareri espressi contrari alla sua nomina hanno riguardato la mancanza di credenziali e di competenza sufficiente al tipo di carica.

  • Terzo giorno di dibattito parlamentare per il nuovo governo di Ahmadinejad

Il terzo ed ultimo giorno di dibattito parlamentare è iniziato martedì. Mercoledì il Parlamento dovrà votare per approvare o meno le 21 candidature ministeriali del nuovo gabinetto di Ahmadinejad.

Martedì, il neocandidato Ministro della Salute, Marzieh Vahid Dastjerdi, una donna, e quello della Difesa Ahmad Vahidi, hanno presentato il rispettivo programma politico al Parlamento.

L'ex ministro della Sanità e membro parlamentare Alireza Marandi, ha difeso la nomina della Dastjerdi "Ha le credenziali necessarie e ha partecipato alla formulazione di proposte sulle questioni connesse al settore della sanità. E’ stata un membro del Parlamento e si propone di ampliare il piano sulla sanità”, ha affermato.

La nomina di Vahidi ha innescato una polemica internazionale, dopo che l'Argentina ha sollevato forti obiezioni alla sua candidatura. L'Argentina ha chiesto l'arresto Vahidi per il suo presunto coinvolgimento nell’ attentato del 1994 a Buenos Aires che ha fatto 85 vittime. Nel 2007, l'Interpol ha formalmente emesso un mandato d'arresto per Vahidi.
La procura argentina sostiene che l'Iran ha orchestrato l'attentato e che ne ha affidato l’esecuzione al gruppo militante libanese Hezbollah

Nessun singolo individuo è mai stato condannato per l'attentato - il più grave attacco terroristico avvenuto in Argentina, che ha la più grande comunità ebraica nel sud America al di fuori degli Stati Uniti.
Ahmadinejad, la cui rielezione il 12 giugno ha scatenato la peggiore crisi nella Repubblica islamica fino a dividere i gruppi clericali del paese, subisce forti pressioni da parte dei suoi sostenitori della linea dura proprio in seguito a varie decisioni politiche prese dopo la sua vittoria elettorale.
Gli analisti sostengono che pur garantendosi il mandato da parte del parlamento sarà un compito arduo per il presidente iraniano gestirlo.

Due minori rischiano l’esecuzione in Iran


Due ragazzi, condannati per reati commessi quando erano minorenni, rischiano l’esecuzione come riferisce il quotidiano iraniano Etemad.

Uno dei ragazzi si chiama Reza, è accusato di omicidio commesso 6 anni prima, quando aveva 16 anni: avrebbe ucciso un coetaneo durante una rissa in strada. Stando alle notizia riportate, un rapporto medico del tribunale ha stabilito che Reza soffre di disturbi psichici. Non ricorda infatti di aver ucciso il suo coetaneo di nome Rahman.

Il secondo ragazzo a rischio di esecuzione, Hossein, è ugualmente accusato di omicidio, commesso 6 anni prima all’età di 16 anni durante una rissa scoppiata in strada. Secondo il suo avvocato, Hossein avrebbe agito per legittima difesa e in ogni caso non ci sono prove sufficienti a dimostrazione che egli sia direttamente responsabile dell’ omicidio.

Entrambe le sentenze sono state approvate dalla corte suprema iraniana e la procedure esecutiva del verdetto è stata avviata. Potrebbero, perciò, essere giustiziati nell’ immediato futuro.

Mahmood Amiry-Moghaddam ha dichiarato: - “a prescindere dai reati commessi da questi due ragazzi, la loro esecuzione è una chiara violazione della convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dei bambini e dei minori, la quale di fatto vieta la pena capitale per reati commessi da un minore e che è stata firmata dall’Iran”-.

Monday, August 31, 2009

Messaggio di Qaleb Hosseini ai Lavoratori e agli attivisti per i diritti dei Lavoratori


Il comitato di coordinamento dei lavoratori e degli attivisti per i lavoratori;

Come sapete, sono stato arrestato il 1 maggio 2008 in seguito alla mia partecipazione alla festa internazionale dei lavoratori.

Il giorno in cui ovunque nel mondo, non si smette di lavorare per protestare contro tutte le ingiustizie e le inugiaglianze, e per dimostrare solidarieta' a tutte le classi sociali e a quanti con il proprio duro lavoro, provvedono alle necessita' della societa' in cui vivono senza tuttavia poter godere di ciò stanno producendo.

Io, come centinaia e migliaia di altri lavoratori che hanno partecipato alla cerimonia tenutasi in questa giornata, sono stato arrestato e dopo gli interrogatori ed il processo, sono stato condannato a 50 frustate e a 6 mesi di carcere. Il 21 febbraio 2009, dopo l'esecuzione del verdetto relativo alle 50 frustate, sono stato trasferito nella prigione centrale di Sanandaj.

Carissimi, questa non è la prima e l'ultima volta che la classe operaia paga un prezzo per difendere i propri diritti e le proprie richieste. Sono trascorsi oltre 150 anni dalle prime lotte dei lavoratori, dallo sciopero delle operaie della fabbrica tessile di Chicago per ottenere la riduzione dell’ orario di lavoro e l'aumento del salario. La lotta e' andata avanti e continua tutt'oggi con i suoi alti e bassi. I leader dei lavoratori nel corso della storia sono stati torturati e giustiziati dai fautori del capitalismo.

Nel mondo non c'è stato un giorno senza che i lavoratori siano stati attaccati e offesi per aver reclamato i loro diritti.

Nel mondo non c'è stato un giorno senza notizie di incidenti sul lavoro per le inadeguate condizioni dei cantieri, per la mancanza di sicurezza nei posti di lavoro, per l’ avidita' dei datori di lavoro preoccupati unicamente di aumentare i profitti. Ogni giorno le mani e i piedi dei lavoratori vengono schiacciati da macchine, i loro corpi sepolti sotto tonnellate di terra e pietre nelle miniere. Questi sono i crimini causati dal capitalismo.

I miei amici Lavoratori

Se il carcere, le frustate e persino la morte sono il prezzo da pagare per la libertà, per la difesa dei diritti di tutti gli uomini, per una vita migliore, per un mondo senza schiavitù ed ingiustizia, lo accettiamo. Sopporteremo prigione torture se questo servisse a cancellare la povertà, la miseria, la fame, la disoccupazione, la corruzione e tutte la ingiustizie sociali.

Vogliamo un mondo dove nessuno mai dovrebbe subire insulti, umiliazioni o esser costretto a ledere la propria dignità per sopravvivere Nessuno dovrebbe arrivare a commettere reati, a scegliere di prostituirsi per poter mangiare.

Vogliamo che tutti gli esseri umani possano vivere nelle stesse condizioni di libertà e di uguaglianza, di libertà di espressione, senza povertà , fame e schiavitù.

Dopo aver spezzato le catene di ogni forma di schiavitù, con ghirlande di fiori rossi intorno al collo celebreremo la vittoria un giorno.

Lavoratori

Grazie a tutti a voi per il sostegno dato a me ed alla mia famiglia durante il mio arresto e la mia detenzione, grazie per tutti i vostri sforzi. Ringrazio sinceramente i membri del comitato di coordinazione , gli operai del cantiere edilizio australiano, il “consiglio della donne”, tutti gli amici ed i parenti che mi sono stati vicini durante la mia detenzione e mi hanno accolto calorosamente dopo il rilascio, facendo in modo che non perdessi mai la speranza.

Senza alcun dubbio organizzare una festa di benvenuto per un lavoratore, frustato ed imprigionato per aver preso parte alle manifestazioni del 1 Maggio, significa difendere e sostenere i diritti, le richieste e la dignità della classe dei lavoratori.

Concludo ringraziandovi di cuore ancora una volta. Mi impegno davanti a tutti coloro che mi amano a continuare a lottare per i nostri diritti.

La solidarietà, l’unità e la consapevolezza della nostra identità sono gli unici mezzi per ottenere la vittoria.

Qualeb Hosseini

Iran - Blogging per la Rivolta …. Domenica 30 agosto!

  • Mohammad Khatami: non è rimasto spazio per per difendere la Repubblica Islamica
Seyed Mohammad Khatami ha dichiarato che la gente aspetta che venga fatta giustizia, attraverso processi e condanne, dei "i terribili ed odiosi crimini commessi, delle ucciosioni e degli arresti arbitrari”. Ha anche aggiunto che i gravi fatti emersi di recente, rendono ormai la Repubblica Islamica indifendibile. A causa dei recenti avvenimenti la Repubblica islamica dell'Iran, agli occhi del mondo, viene vista come un sistema irrazionale, violento e incompatibile con gli standard umani ed etici. Khatami ha affermato che il regime ha ignorato il desiderio e il voto del popolo ed ha violato anche le proprie regole e norme. Ha inoltre fatto riferimento alle torture e alle uccisioni che hanno avuto luogo nelle carceri, sostenendo che ci sono state grosse discrepanze negli avvenimenti verificati dopo le elezioni
  • Zarqami: in forte calo gli ascolti dell' IRIB (Radio/TV di stato) dopo le elezioni
Zarqami ha annunciato che la televisione non è piu' la “benvenuta nelle case della gente”. Il direttore dell'IRIB ha dichiarato che l'audience e' diminuito del 40% dopo i recenti avvenimenti ed il motivo è dovuto alla parzialità dei programmi trasmessi dall’ IRIB.
  • Saeed Mortazavi diventa il vice procuratore generale
Sadeq Larijani, il capo della magistratura ha nominato Saeed Mortazavi, l'ex procuratore di Teheran, vice procuratore generale.
  • Botte e ricovero in ospedale per Keyvan Samimi
Nonostante la promessa dell’ imminente rilascio di Keyvan Samini fatta da Sobhani, l'investigatore della filiale 3 della sicurezza iraniana, il Giudice Mortazavi ha impedito che finora accadesse. Secondo il rapporto di Nowrouz, nell'arco di 2 mesi e mezzo di detenzione, l'attivista in questione ha ricevuto soltanto 2 visite e gli è stato impedito di accedere a un legale. Nonostante tutte le affermazioni da parte delle autorità sul corretto trattamento dei prigionieri, Keyvan durante l'ultima visita ricevuta dalla sua famiglia ha raccontato che era stato picchiato, tanto che una volta sono stati a costretti ricoverarlo nella clinica del carcere per un giorno.
  • Giornalista convocato dal Ministero dell’ Informazione e un'altro arrestato
Masha Allah Shamsolva'ezin, portavoce dell'associazione per la difesa della libertà di stampa, è stato convocato dal Ministero dell’ Informazione e minacciato di non rilasciare alcun tipo di intervista con i media. Negli ultimi 40 giorni è stata la seconda volta che questo importante giornalista è stato convocato dal ministero per motivi legati alle interviste rilasciate.
D'altro canto Mehdi Hossein Zadeh, giornalista ed analista economico, è stato detenuto in carcere per 3 settimane a causa di un suo articolo scritto sulle confessioni forzate ottenute da parte delle autorità del regime.
  • Scoperta l’identità di una giovane donna uccisa, il cui corpo è stato bruciato con l’acido e segretamente sepolto dopo lo stupro
Saeedeh Pour Aqayee è una giovane donna, una ragazza. È stata sepolta nella sezione 302 del cimitero di Bheshte Zahara in una di quelle tombe senza nome. Era figlia unica. Una notte, dopo aver cantato dai tetti “Dio è grande”, è stata arrestata da agenti in borghese e da Basji. In un obitorio a sud di Teheran sua madre ha identificato il suo corpo 20 giorni dopo il suo arresto. Non le è stato concesso di portar via da lì il corpo di sua figlia, ci hanno pensato loro, le autorità, a seppellirlo segretamente. Solo dopo due settimane la famiglia ha appreso che era stata sepolta nella sezione 302 del cimitero. Li hanno minacciati ed intimiditi. Nessuno doveva sapere la verità. Saeedeh era morta per complicazioni al rene: questa la versione ufficiale. Nessuno doveva conoscere la sua storia, nessuno doveva sapere che era stata stuprata, uccisa, bruciata con l’ acido e poi sepolta in segreto. Uno dei suoi familiari ha parlato, ha detto la verità.
  • Il Governatore di Teheran: se le proteste continuano l’ università di Teheran sarà chiusa per un semestre
Il Governatore di Teheran in una lettera all’ università della capitale ne ha chiesto la chiusura per un semestre a causa delle continue proteste notturne che hanno luogo nel dormitorio studentesco: ogni notte alle dieci si leva lo slogan “ Dio è grande”.
  • Familiari dei detenuti radunati davanti al tribunale della Rivoluzione di Teheran: le false promesse delle autorità
Sabato 30 Agosto circa 120 persone, familiari dei detenuti arrestati di recente, si sono radunati davanti al tribunale della Rivoluzione di Teheran per protestare contro le promesse non mantenute dalle autorità: era stato comunicato loro che sarebbe avvenuto il rilascio dei detenuti prima dell’ inizio e del Ramadan. Le autorità continuano a temporeggiare e a prendere tempo, affermando che tutti sarebbero stati rilasciati entro la fine di questa settimana. La reazione è stata l’ennesima protesta davanti al tribunale. Inoltre va ricordato che la maggior parte di queste famiglie non ha la disponibilità economica per una eventuale cauzione.
  • Ahmadinejad: 4 ministri del nuovo gabinetto nominati ambasciatori e manager per “l’affare sul nucleare”
Kamaran Lankarani, ministro della Salute, è stato nominato ambasciatore iraniano in Cina; Zahedi. Ministro della Scienza, sarà ambasciatore dell’Iran nell’ UAE. Sadeq Mahsouli, ministro dell’ Interno, nuovo ambasciatore per le Nazioni Unite, mentre Parviz Fattah, è stato nominato responsabile in prima persona della “ compagnia di esportazione dell’energia nucleare” non ancora strutturata.
  • Gli Operai dell’ “Iran Khodro” sostengono lo sciopero degli operai della “Pars Wagon”
-Il diritto alla vita è un tuo inalienabile diritto

-Non percepire il salario per diversi mesi è di fatto un furto

-Chi priva del salario operai e lavoratori deve essere dimesso

-Scioperare e protestare sono gli unici mezzi per reclamare i tuoi diritti

-Sosteniamo la vostra battaglia e siamo solidali con le vostre richieste

-Avrete il nostro sostegno incondizionato fino a quando non otterrete le vostre legittime richieste

-Vogliamo che tutti i lavoratori, le organizzazioni per i Diritti Umani, le associazioni di lavoratori, non lascino da soli gli operai della Pars Wagon e che ottengano dal governo risposte alle loro legittime richieste.

Lunga vita e solidarietà ai lavoratori

Lunga vita alla battaglia degli operai della Pars Wagon

Un gruppo di operai della Iran Khodro