Thursday, August 20, 2009

Iran – Blogging in Diretta: Aggiornamenti 20 Agosto!

  • Campagna femminile contro gli stupri e le torture nelle carceri della Repubblica Islamica!
Alla luce di tutte le notizie emerse e pubblicate riguardo alla situazione nelle prigioni iraniane, i manifestanti arrestati in seguito alla proteste post elettorali hanno subito, specialmente nella prigione di Kahrikaz, stupri di gruppo e sono stati sottoposti alle più brutali ed indicibili torture. Molti dei detenuti, uomini e donne indifferentemente sono morti a in seguito ai brutali stupri di gruppo che hanno subito, per lesioni gravissime ai genitali: rottura dell’ utero, del retto ed emorragie interne.

La Repubblica Islamica ha negato veementemente i casi di stupro nelle sue prigioni per non dover affrontare il popolo iraniano e l’opinione pubblica occidentale. Le terribili notizie emerse dalle carceri, i casi di abusi sessuali e di torture che hanno fatto il giro del mondo, hanno provocato indignazione ed orrore contro il regime islamico. Porre fine a queste brutalità nelle prigioni costituisce un obiettivo importante e necessario nella battaglia del popolo iraniano per la libertà.

Sotto questo regime molte donne in prigione sono state violentate ed assassinate, quelle che sono sopravvissute riportano segni e cicatrici indelebili, danni fisici e psicologici. Zahra Kazemi, Zahra Bani Yaghoub, Azar Al Cana'an, e Roya Toloui sono tra queste. Anche ragazzi giovanissimi ed adolescenti sono stati stuprati nelle carceri. Studenti arrestati per aver partecipato alle manifestazioni di protesta hanno subito violenze sessuali individuali e persino con oggetti come bottiglie.

Vogliamo condannare questi crimini e dobbiamo evitare che si ripetano diffondendo le proteste e l’indignazione per queste brutalità. Dobbiamo agire in modo che le vittime di queste crimini orribili possano reclamare i propri diritti ed avere giustizia. Pubblichiamo le loro storie, inviamole alle organizzazioni, alle autorità legali competenti, alla commissione internazionale contro le torture. Non permettiamo che questi crimini commessi in Iran vengano dimenticati con il passar del tempo come è accaduto in Yugoslavia, Vietnam, Bangladesh o in Giappone, o che parlarne diventi un tabù.

Le richieste immediate per la nostra campagna sono le seguenti:

1. Vogliamo che il regime della Repubblica Islamica condanni la tortura e lo stupro e li riconosca quale crimine contro l’ umanità.
2. Chiediamo che gli agenti ed ufficiali responsabili degli stupri, delle torture, degli assassinii, e delle violenze nelle carceri, sia nei recenti avvenimenti, sia negli ultimi 30 anni di vita di questo governo, vengano processati.
3. Chiediamo che tutti i torturatori, gli stupratori e coloro che hanno eseguito gli interrogatori, vengano messi in detenzione .
4. Chiediamo la libertà per tutti i prigionieri politici e la chiusura di tutte le prigioni e i centri di detenzione segreti.
5. Vogliamo che per tutti i prigionieri torturati e stuprati siano istituiti dei centri di recupero psicologico e fisico a causa dei danni e degli effetti devastanti riportati per le violenze subite
6. Vogliamo l’abolizione della pena capitale, della lapidazione e di tutte le forme di punizione brutale contemplate nella costituzione della Repubblica Islamica.
7. Vogliamo che venga riconosciuto il diritto alla vita e che le condizioni mentali e fisiche di ogni persona debbano essere preservate e protette da ogni tipo di violenza.
8. Vogliamo che leggi che riconoscono come crimini ed azioni illegali lo stupro, la violenza fisica e psicologica, la violenza contro i bambini e le donne e contro ogni essere umano, siano più dure di quelle che esistono i per reati contro la proprietà.

Unisciti alla nostra campagna, essa appartiene a tutti coloro che vogliono la libertà al di là di ogni barriera e di qualsiasi discriminazione . Aiutaci diffondere le notizie di questi crimini, a farli emergere. Vi terremo informati su tutte le imminenti iniziative di questa campagna: dimostrazioni, dichiarazioni, conferenze, i loro luoghi e le date.

15 Agosto 2009, 24 Mordad 1388

Tel: 004917680027094

Indirizzo Email: Czanan88@googlemail.com

Mina Ahadi, Mersede Qaedi , Mehrnoush Mousavi, Maryam Namazie, Shahnaz Moratab, Farideh Arman , Mahin Alipour, Afsaneh Vahdat, Nazanin Boroumand, Nina Taban, Mahin Darvish Rohani, Maryam Sadeghi, Pouran Azimi, Roya Bahreini, Azar Mousavi, Fariba Karimi, Farideh Karimi, Khanom Karimzadeh . Shahla Khabaz Zadeh, Parvin Mo'azi, Fahimeh Ghotbi, Soheila Kiani, Shamsi Zakeri, Kolsoum Khoshbakht, Zari Asli, Parvin Salimi, Farzaneh Derakhshan, Frnaz Qobadi, Fariba Abolhosseini, Hava Bazr Afkan, Golnaz Shahryari, Sima Aram, Nasrin Abdi , Mitra Kamdin, Sima Bahari, Giti Aqajani, Azadeh Aqajani, Parisa Salimi, Marjan Vaez, Azar Pouy, Roxana Bahreini, Farangis Shadravan,Farzaneh Shadravan , Manijeh Etmami , Andishe Alishahi , Soheila Khosravi, Anita Farzaneh ,Dariush and Hana Afshar, Mehran Mahboubi, Mohammad Mousavi, Fariba Davoudpour, Najibeh Fatehi, Sattar Mohammadi, Sabri Amir Hosseini, Fatemeh Kalvani.

  • Sciopero Generale in Kurdistan: ultime notizie
Sciopero Generale per non dimenticare il 19 Agosto del 1979 a Sanandaj

Yol (Strada)
“Questa notte scura è una grossa toppa rammendata sul volto del sole.
Ad ogni alba strappo le cuciture coi denti.
Ma non bastano tutte le lacrime per spegnere quest’incendio.
Al fuoco s’addice il fuoco.
-Zin A. Lales-

Ieri 19 Agosto, in occasione dell’anniversario dei 30 anni dall’attacco in Kurdistan, in tanti nella città di Sanandaj hanno scioperato paralizzando le attività industriali della città. Da questa mattina quasi 50 tra negozi ed esercizi commerciali sono rimasti chiusi.

Notizie da Sanandaj indicano che una parte dei quartieri industriali della città come Meidan Nabovat, Khiabane Hajij, Mahaleie Ghafoor, and Sharif Aabad hanno aderito allo sciopero oggi. A Mariwan, nonostante la forze militari, schierate in strada in assetto antisommossa, hanno tentato di intimidire la gente, molti negozi sono rimasti chiusi. La scorsa notte, molti giovani, in ricordo di quanti hanno combattuto e furono uccisi quel 19 Agosto del ’79, hanno acceso un grande fuoco in cima al monte Abidar. Ieri gli uffici di polizia avevano ufficialmente fatto sapere che nessuno avrebbe dovuto partecipare allo sciopero.



Allo stesso tempo, la commissione di sicurezza del Kurdistan a Sanandaj, nel corso di una riunione con i comandanti delle forze di polizia e di sicurezza aveva chiesto di convocare i governatori ed avvisae i servizi pubblici, con un comunicato per iscritto, del divieto di chiusura di qualsiasi negozio o attività commerciale. In alcune città come Kamyaran, Bookan e Saghez;le forze di sicurezza hanno tentato di intimidire le persone. Nonostante tutti i tentativi di fermare i lavoratorie la gente comune nel prendere parte allo sciopero, un grande numero di lavoratori, giovani e persone di tutte le età vi hanno aderito.
  • Repressione, violenze e botte sui cittadini di Sanandaj dalle forze di polizia e sicurezza



Le forze di polizia durante lo Sciopero Generale di ieri 10 Agosto hanno attaccato la gente di Sanandaj: molti sono stati picchiati, mentre altri arrestati. Stando alle notizie fornite dagli avvocati difensori dei prigionieri politici e dalle commissioni per i diritti umani, oggi le forze di sicurezza hanno arrestato alcune persone a Sanandaj. Negli scontri un giovane di nome Hasan Mostafaee è stato arrestato e brutalmente picchiato con un bastone. Testimoni hanno riferito che l’aggressione è diventata talmente brutale che la gente ha cercato di salvarlo e liberarlo.
  • L’ Esecuzione di Behnood Shojaie è stata rinviata
Durante un incontro che la famiglia di Behnood ha avuto con lui questo pomeriggio, ha appreso che l’esecuzione è stata rinviata. Behnood Shojaie era stato trasferito nella prigione di Evin per essere giustiziato. La sua famiglia aveva ottenuto il permesso di fargli visita per l’ultima volta prima dell’ esecuzione. L’incontro è durato dalle 16.30 alle 18.15. Quando la sua famiglia stava per lasciare la prigione, un agente ha riferito loro (si badi bene che il contenuto della conversazione è solo verbale) che per ordine di Larijan l’esecuzione era stata annullata. Intorno alle 19.30, Behnood Shojaie ha informato in una telefonata la sua famiglia che la sua esecuzione insieme a quella di altri era stata sospesa.
  • Dr. Dadkhah, avvocato, sottoposto a torture

Il Dr. Mohammad Ali Dadkhah, in detenzione dal 8 luglio, è stato brutalmente picchiato. Avvocato membro di un gruppo attivista per i Diritti Umani, Dadkhah ha subito forti pressioni e torture perché confessasse che i membri del suo gruppo fossero dei traditori. Gli agenti che lo interrogavano lo avrebbero spinto numerose volte giù per le scale di un edificio, hanno tentato di farlo crollare dicendogli di avere arrestato ancora una volta sua figlia, la quale arrestata insieme a suo padre ed altri colleghi l’8 Luglio, fu rilasciata la notte stessa. Nonostante la brutalità delle intimidazioni e delle violenze Mohammad Ali Dadkhah non ha confessato nulla.
  • Presentate alle Autorità le Prove degli Stupri
Mehdi Karroubi, presenterà le prove degli stupri avvenuti nelle prigioni iraniane nel corso di un incontro ufficiale con gli organi Legislatvi, Esecutivi e Giudiziari del governo. La dichiarazione è stata scritta in una lettera inviata ad Alì Larijani mercoledì. Tutto questo mentre la commissione di indagine istituita dal governo ha dichiarato di non avere trovato alcun indizio o prova sostegno degli abusi sessuali che sarebbero avvenuti in carcere secondo Karroubi. Lo stesso Larijani aveva negato casi di stupro sui prigionieri.
  • Chiuso il giornale Etemade Meli per aver rivelato i casi di Stupro sulle Donne nelle carceri iraniane
I giornalisti freelance dichiarano: “ Condanniamo ancora una volta le repressione e la censura della stampa e della libera informazione in Iran. Il 17 Agosto il giornale Etemade Meli è stato chiuso tramite un provvedimento giudiziario per le rivelazioni fatte da Mehdi Karroubi (direttore del giornale) sui casi di stupro e tortura sui prigionieri”. E’ stata inoltre espressa profonda preoccupazione per la situazione di alcuni giornalisti, come Kaivan Samimi Behbahani e Hengame Shahidi. La sera precedente alla chiusura, il 16 Agosto, il giornale non ha ricevuto l’autorizzazione a pubblicare. Il mattino successivo una lettera della sezione 13 del tribunale di Teheran inviata al Ministero Interno della Cultura, vietava il proseguimento delle attività del giornale fino a nuovo ordine, per “aver pubblicato notizie contro la legge”.
  • Preoccupazione per lo stato di salute di Ahmad Zaid Aabadi e Fizollah Arab Sorkhi in Prigione
Secondo quanto riporta Doiche Vale Radio, i due detenuti sono sottoposti ad enormi pressioni e torture per la loro presenza in tribunale. Alcuni notizie riferiscono di uno sciopero della fame iniziato da Zaid Aabadi. Mahdie Mohammadi sua moglie, è riuscita a far visita a suo marito lunedì 17 Agosto, per la prima volta dopo 53 giorni di detenzione. Ha riferito di non avere trovato il marito in salute dopo circa 17 giorni di sciopero della fame iniziato da Zaid Aabadi dopo il trasferimento in isolamento nella sezione 2 A.

Maryam Ghods, moglie di Arab Sorkhi, non ha alcuna notizia di suo marito da circa 44 giorni. Nessuno sa dove si trovi. La signora Ghods teme seriamente che qualcosa di spiacevole sia stata fatta a suo marito per quanto la sua speranza sia sempre viva: “per quanto non voglia ammetterlo con me stessa, devono avergli fatto qualcosa se non mi hanno mai lasciato ascoltare la sua voce o permesso di vederlo”.
  • Zhila Bani Yaghoub è stata Rilasciata, Mahsa Amr Aabadi e Somaie Tohidloo saranno rilasciate presto
Zhila Bani Yaghoub, giornalista, è stata rilasciata dalla prigione oggi proprio nel giorno del suo compleaano. Mentre le rispettive famiglie di Mahsa Amr Aabadi e Somaie Tohidloo pagheranno una cauzione per il loro rilascio. Inoltre ci sono voci non ancora confermate per il rilascio dei detenuti maschi. Forniremo i nomi o il nome quando la notizia sarà confermata.
  • Una giovane donna di Bahaie arrestata a Saari
Ieri, 18 Agosto, 7 agenti di sicurezza della città di Saari hanno arrestato Didar Hashemi (24 anni) dopo aver fatto irruzione nella sua casa in assenza di suo marito e con un mandato risalente al 12 di Mordad. Hanno perquisito e rovistato ovunque portando via molti dei suoi effetti personali come libri e foto. Non è noto il luogo in cui è stata trasferita dopo l’arresto.
  • Rinviata la Quarta Sessione del processo
La sezione 15 del tribunale di Teheran ha annunciato che la quarta sessione del processo a carico dei manifestanti nelle recenti proteste post elettorali avrà luogo il 25 Agosto, alle ore 8 nella sezione 15 del tribunale della rivoluzione di Teheran. La data prevista per il 19 Agosto è stata dunque rinviata su richiesta degli avvocati dell’accusa.
  • Il Segretario della Commissione Disciplinare del Ministero della Scienza: le Proteste degli Studenti davanti alla sede del Mehr sono state influenzate dalla Gran Bretagna e dai Media americani
Hosain Ali Alikhani segretario della commissione disciplinare del Ministero della Scienza, ha ufficialmente negato le notizie relative alla chiusura di alcune università come quella di Teheran per evitare manifestazioni di proteste da parte degli studenti. Ha inoltre sottolineato le forte influenza “straniera” negli slogan e nei canti di protesta degli studenti, ribadendo che nessun provvedimento o “incidente” si verificherebbe se non vi fosse più alcun condizionamento dei media stranieri o di altri paesi come l’ Inghilterra o gli Stati Uniti.
  • L’ Elenco dei 18 Ministri designati – 3 Ministri ancora da scegliere
Annunciati i nomi dei 18 Ministri designati da Ahamadinejad, mentre restano scoperti ancora 3 ministeri. Di seguito l’elenco:

1. Susan Keshavarz : Ministro dell’Educazione
2. Reza Taghipoor : Ministro delle Comunicazioni
3. Heidar Moslehi : Ministro dell’ Informazione
4. Syed Shamsodin Hosaini: Ministro dell’ Economia
5. Manoochehr Motaki :Ministro degli Esteri
6. Marzie Vahid Dastgerdi : Ministro della Salute
7. Mohammad Abbasi : Cooperation Ministry
8. Sadegh Khalilian : Jihad Farming Ministry
9. Hamid Behbahani : Ministro dei Trasporti
10. Fateme Ajorloo : Welfare Ministry
11. Ali Akbar Mehrabian : Ministrp delle Industrie
12. Kamran Daneshjoo : Ministro della Scienza
13. Syed Mohammad Hosaini : Ministro della Cultura e della Guida Islamica
14. Abdulreza Sheikholeslami : Ministro del Lavoro
15. Mostafa Mohammad Tojar : Country Ministry
16. Ali Nikzad : Dwelling Ministry
17. Masoud Mir Kazemi : Oil Ministry
18. Mohammad Ali Aabadi : Power Ministry
  • Faizollah Arab Sorkhi trasferito in ospedale per gravi percosse e torture in prigione
Faizollah Arab Sorkh, noto membro del Mojahedine Khalgh, dopo aver fatto resistenza ed opposizione alle azioni illegali di alcuni agenti di sicurezza, è stato torturato e trasferito in ospedale a nord ovest di Teheran. Secondo quanto riporta l’agenzia Norooz, un membro del personale infermieristico della prigione di Evin, che vuole restare anonimo, ha rivelato che dopo il rifiuto di Faizollah di presenziare la processo, è stato picchiato brutalmente dagli agenti e portato al centro medico di Evin. Dopo alcuni giorni di ricovero lì, è stato rimandato in isolamento dove però l’aggravarsi del suo stato di salute ha costretto gli agenti a trasferirlo nuovamente al centro medico della prigione e da lì all’ ospedale di Baghiolah.
  • Dopo due mesi di Detenzione, Peyman Aref è ancora sotto Tortura
Dopo 59 giorni di detenzione dal giorno dell’arresto, la situazine dello studente Peyman Aref resta ancora un mistero. Tenuto nella sezione 209 di Evin, in cella di isolamento sotto forti torture psicologiche e mentali. Il suo avvocato, Oliaee Fard ha riferito che Peyman è stato arrestato dagli agenti di Gilan e tenuto nella prigione di Rasht fino al 20 Giugno. E’ stato in seguito trasferito a Teheran ed il suo caso inviato alla sezione 2 del tribunale della rivoluzione mentre è attualmente detenuto nella sezione 209 di Evin.
  • Nuovo Elenco dei Detenuti!
Segue un elenco di 14 persone detenute ed arrestate nel mese di Giugno, Luglio ed Agosto, sottoposte a torture ed abusi.

1. Mohsen Firoozi, 23 anni, studente in comunicazione, arrestato il 26 di Mordad a Karim Khan, sconosciuto il luogo di prigionia.
2. Amir Ali Esfandiari, 26 anni, arrestato il 26 di Mordad nei pressi della sede del giornale Etemade Meli, sconosciuto il luogo di prigionia
3. Keivan Mohammadi, 22 anni. Studente. Arrestato il 14 di Mordad a Baharestan e trasferito nella prigione di Evin
4. Bahram Aabedini, 21 anni, studente, arrestato il 12 di Mordad a Vanak e trasferito ad Evin
5. Mohammad Gavahi, 25 anni, studente di inglese, arrestato l’8 di Mordad a Vanak e trasferito ad Evin
6. Faramarz Jalali Kohan Zaad, 29 anni, arrestato il 26 di Tir a Enghelab Square, trasferito alla stazione di polizia 148 e poi ad Evin
7. Arash Amini, 28 anni arrestato il 26 di Tir e trasferito ad Evin
8. Alì Rezvani, 27 anni, specializzato in software informatici, arrestato il 26 di Tir a Felestin e trasferito ad Evin
9. Hamed Hassanzadeh, 27 anni, specializzato in scienze, arrestato il 18 di Tirin piazza Enghelab, trasferito a Evin.
10. Morteza Ghazi Poor, 30 anni, laureato, il 18 di Tir ad Amir Aabad dopo essere stato picchiato dalle forze di sicurezza. Trasferito ad Evin, è attualmente sconosciuto io luogo in cui è tenuto.
11. Farid Fath –Alì, 32 anni, specializzato in programmazione informatica, arrestato il 18 Tir a Enghelab dopo un’ irruzione in casa sua. Trasferito ad Evin.
12. Samad Soltani Nezhad, 36 anni, arrestato il 18 di Tir a Vali Asr, trasferito ad Evin.
13. Alireza Davarpanah, 24 anni, assistente universitario in Tecnica, arrestato il 30 Khordad a Yadegare Imam. Trasferito ad Evin.
14. Syed Mohammad Hosaini, 24 anni, arrestato il 25 di Khordad ad Enghelab Sq. Trsferito al centro di detenzione di Shahpoor e poi ad Evin.

Friday, August 14, 2009

Iran – Blogging in Diretta: Aggiornamenti 14 Agosto!


  • 17 “tipi” di detenzione sospetta nella provincia di Teheran
In seguito alla notizie di detenzioni illegali, proprio il quotidiano Kahrizak ha pubblicato giovedì 17 casi o tipi di detenzione che risultano essere poco chiari e sospetti. I casi sono i seguenti:

  1. detenzione”di coscienza” della polizia di Teheran ( Shapur)
  2. detenzione di protezione di informazioni militari
  3. detenzione “amaken”
  4. detenzione di protezione di informazioni del Ministero della Difesa ( conosciuta anche come “N. 64”)
  5. detenzione di protezione di informazioni del dipartimento di polizia.
  6. detenzione di protezione di informazioni della Sepah
  7. detenzione di informazioni della Sepah
  8. sezione 209 del Ministero dell’Informazione nella prigione di Evin
  9. detenzione di polizia della città di Shahrray
  10. detenzione dell’ organizzazione contro le droghe a Shahr Ray
  11. detenzione dell’ ufficio di polizia di Khazaneh ( o N.160)
  12. detenzione della polizia della città di Varamin
  13. detenzione della polizia della città di Shahriar
  14. detenzione dell’ ufficio del procuratore, zona 7 del Tribunale della Rivoluzione.
  15. detenzione dell’ organizzazione contro le droghe a Shahriar
  16. detenzione a Kahrizak
  17. detenzione 4 negativo del Ministero dell’ Interno
Va tenuto presente che i casi elencati, poco chiari e sospetti, fanno capo solo alla provincia di Teheren e non a tutte le altre che cadono sotto la competenza e la supervisione della prigione di Kahrikaz.
  • Minacce e sospensioni per gli studenti del dormitorio dell’ Università di Teheran per aver cantato “Dio è grande”
Su ordine del direttore dell’ Università di Teheran, Farhad Rahbar, gli ufficiali di guardia del dormitorio femminile, tutte le notti intorno alle 10 sorvegliavano le stanze del dormitorio annotando il numero delle stanze nella quali gli studenti cantavano “Dio è grande”, sebbene nell’Università di Medicina non ci sia alcuni tipo di divieto nel cantare di notte “Dio è grande”. Stessa dura politica, fatta di minacce e sospensioni, per il Politecnico di Sharif: circa 50 studenti sono stati convocati dalla commissione di controllo dell’ Università, sono stati interrogati e minacciati per la stessa ragione: proibito cantare di notte.
  • Dorri Najafabadi: Sadegh Larijani preoccupato di diventare un facile bersaglio
La cerimonia di insediamento e di saluto per il neo capo dell’autorità giudiziaria si sarebbe dovuta tenere sabato, ma il portavoce di Larijani ha annunciato che sarà posticipata. Infatti Sadegh Larijani non sembra affatto entusiasta della nomina, in un momento in cui troppe persone sono ancore detenute, preferendo pertanto che il leader supremo risolva la situazione prima della sua nomina ufficiale. La situazione è delicata e non è facile stabilire o prevedere come evolverà.
  • Ali Mohammadi, rappresentante del leader supremo nell’ organizzazione dei Basij: “è nostro dovere distruggere pensiero laico del nemico”
Il modo più efficace di affrontare i nemici è l’azione politica ed intellettuale che solo i Basij possono rendere concreta. Aggiunge: i nemici della Rivoluzione hanno sempre tentato di rovesciare questo sacro regime ed il nostro dovere è distruggere i loro pensieri laici.
  • L’ arresto per Moussavi: l’alto consiglio di sicurezza del regime fa un passo indietro
Un provvedimento di carcerazione a carico del candidato riformista, era stato valutato su insistenza di Ahmadinejad che aveva chiesto a Moussavi ed ad altri 10 riformisti di porre fine alle proteste post elettorali. Tuttavia il provvedimento è stato respinto dal consiglio che ha ritenuto l’arresto di Moussavi rischioso per il regime e vi ha visto una potenziale causa del suo rovesciamento. Oltre a Moussavi, il provvedimento prevedeva i nomi di Ali Akbar Mohtashami Pour, Mehdi Karroubi, uno dei figli di

Hashemi, ma il nome di Mohammad Khatami non era nell’ elenco.
  • L’Imam al venerdì di preghiera a Teheran: “la lettera di Karroubi non ha fatto onore a questo regime”
L’ Imam Seyed Ahmad Khatami, in occasione della preghiera del venerdì ha dichiarato che la lettera di Karroubi sugli stupri e violenze avvenuti nella carceri, è un mucchio di menzogne, che hanno fatto esultare i nemici dell’ Iran come Israele e US, mentre hanno gettato fango sul regime islamico.
  • Le Nazioni Unite aprono un’ inchiesta per i casi di abusi e torture in Iran
Il Relatore del Consiglio dei Diritti Umani dell'ONU a Ginevra, ha dichiarato: abbiamo ricevuto troppe denunce da parte dei manifestanti arrestati in Iran, i quali hanno riferito di numerosi abusi e violenze subite in carcere; denunce provenienti dalle famiglie, dagli avvocati e dagli stessi detenuti.
Ha aggiunto: abbiamo inoltre ricevuto alcune segnalazioni di torture di prigionieri in Iran allo scopo di estorcere confessioni. Casi sui quali va fatta luce. Abbiamo richiesto al governo iraniano di fare chiarezza ma nessuna accettabile risposta è stata data.
  • L’università di Teheran ed altre università chiuse per un semestre
Il provvedimento preso dall’alto consiglio della Rivoluzione Culturale, ha lo scopo di prevenire le proteste studentesche all’inizio dell’ anno accademico. Progettano di chiudere definitivamente l’Università di Teheran con quella di Medicina pur non potendo applicare un simile provvedimento alle università di tutto il paese.

>>Titoli di Testa…..

Iran – Blogging in Diretta: Aggiornamenti 13 Agosto!

  • Notizie dalla prigione di Evin: Più di 20 persone rilasciate
A partire da ieri sono state rilasciati più di 20 detenuti di cui però non si conosce l’identità, fatta eccezione per Hamid Choubineh, ex membro dell’ associazione islamica dell’ università di Teheran, liberato su cauzione. Il suo avvocato ha confermato il rilascio. Secondo alcune fonti metà dei detenuti rilasciati sarebbero donne.
  • Notizie dalla prigione di Evin: Maziar Bahari riceve una visita dalla sua famiglia
Maziar Bahari, giornalista e regista di documentari, dopo 52 giorni di detenzione, ha ricevuto ieri mattina una visita da sua madre e suo fratello ad Evin. Il suo avvocato, Saleh Nikbakht, ha riferito che dopo una lunga trattazione telefonica, è riuscito ad ottenere dalla autorità giudiziaria di Teheran che Maziar avesse un incontro con la sua famiglia. Sua madre ha detto di averlo trovato in buone condizioni e il suo avvocato ha aggiunto che non gli è stato consentito ancora di incontrare il suo assistito o di leggere il suo caso.
  • Pressioni sulla famiglia di Kianoosh Asa
Kamran Asa, fratello di Kianoosh, ha riferito che dal giorno della cerimonia commemorativa per Kianoosh, la sua famiglia è stata duramente messa sotto pressione e che negli ultimi 3 giorni è stata convocata dall’ufficio di sicurezza della polizia.
  • Mesbah Yazdi: obbedire al presidente è come obbedire a Dio
Mohammad Taqi Mesbah Yazdi, uno dei principali sostenitori di Ahmadinejad ed una delle figure religiose conservative nel Qom, ha dichiarato che il presidente, in quanto leader sostituisce la figura dell’Imam. Il popolo deve accettare questo stato di cose ed obbedire a lui come se obbedissero all’ Imam. Ha aggiunto inoltre che obbedire a lui significa obbedire a Dio.
  • Ban Ki Moon ha inviato una lettera di Congratulazioni ad Ahamadinejad
L’ agenzia Reuters ha riferito che secondo le dichiarazioni del portavoce delle Nazioni Unite, il Segretario Generale Ban Ki Moon ha inviato lunedì una lettera di congratulazioni al presidente Ahamadinejad. Tuttavia Marie Okabe, uno dei portavoce del Segretario, ha smentito che si trattasse di una lettera di congratulazioni e che le UN riconoscono il rieletto presidente. Alla richiesta dei giornalisti di rendere pubblica la lettera, la Okabe ha ribattuto che si tratta di documenti estremamente confidenziali e che mai sono stati resi pubblici per alcun paese.
  • Lettera di alcuni giudici di Teheran ad Hashemi Shahroudi
Un gruppo di giudici della provincia di Teheran ha inviato una lettera di viva protesta e critica rispetto al processo farsa messo in piedi a carico di tanti cittadini. “ E’ una vergogna – si legge – per molti giudici di questo paese”. Si richiede inoltre che il Capo del dipartimento di Giustizia assuma una chiara e netta posizione di condanna verso queste azioni.
  • La lista Nera dell’ IRIB
L’ IRIB ha elencato i nomi di 100 persone tra artisti, cantanti ed attori a cui è sarà proibito di apparire in Tv o in radio.
  • Il fratello di Kianoosh Asa non è stato arrestato
Kamran Asa non è stato arresto e le notizie sulla sua presunta detenzione non sono corrette. Mentre Daneshvar Asa , un secondo fratello di Kianoosh è stato convocato dall’ ufficio dell’ intelligence di Sanadaj e gli sono state fatte domande sulla lettura fatta in occasione della cerimonia in memoria di Kianoosh.
  • In aula senza avvocati e privati di ogni diritto
Giornalisti Senza Frontiere condanna nuovamente e duramente il processo a carico dei manifestanti coinvolti nelle recenti proteste post elettorali: gli imputati sono stati sempre e sistematicamente privati dei loro basilari diritti dal tribunale della rivoluzione – dichiara GSF- , ma questa volta non solo non hanno potuto incontrare i loro avvocati, ma il tribunale non ha nemmeno accettato una difesa messa per iscritto dagli avvocati stessi. Il procuratore di Teheran in persona, Saeed Mortzavi, ha designato dei difensori per gli imputati.


“L’ Iran nega che i detenuti siano stati stuprati in prigione”- The New York Times

“Alcuni detenuti in Iran torturati a morte: Karroubi”- Reuters


“ La commissione anti-tortura delle Nazioni Unite: notizie di abusi nelle prigioni iraniane”- AP, Associated Press

Thursday, August 13, 2009

Una risposta alle domande dei figli di Hajarians e Aminzadehs!

  • di Mina Ahadi,“Da questa parte del Muro”

    In questi giorni bui molti in Iran e in ogni parte del mondo sono in ansia per i propri cari. I loro cari, i loro amici che, “colpevoli” di aver protestato contro questo regime fascista e dittatoriale, sono stati arrestati, sono finiti nella lista nera della repubblica islamica. Quante madri, in questi giorni bui, stanno cercando disperatamente i propri figli con l’incubo che potrebbero non ritrovare più nemmeno i loro corpi. Giorni nei quali continuiamo ad apprendere terribili notizie di violenze e crimini: prigionieri che non hanno più la forza di parlare, donne stuprate, giovani ridotti a pezzi, detenuti torturati, legati ad apparecchi elettrici e sottoposti ad electroshock…

    Giorni di proteste, di manifestazioni, di incontri, di slogan, di forza e di determinazione, eppure un sensazione di ansia perenne aleggia nell’aria: l’angoscia per la sorte di centinaia di persone che sono state arrestate nelle ultime settimane non ci abbandona mai. Troppe madri e troppi padri non sanno ancora dove siano i loro figli, scomparsi un mese fa, o se qualcosa di terribile è stato fatto loro.

    Ciò che mi ha spinto a stendere queste brevi righe, sono state le lettere dei figli di uomini che hanno giocato un ruolo chiave nella realizzazione di questo governo. Penso ai figli di Hajarians e Aminzadehs, alle loro lettere piene di apprensione per i loro padri, che solo ieri erano al vertice del poter e che oggi sono finiti nella lista nera del regime, nella mani di aguzzini che in passato erano loro amici.

    Ecco una lettera piena di angoscia di una ragazza che scrive a suo padre:..”Tu sei stato il più grande e ho molte domande da farti che riguardano il tuo lavoro … mi hai dato delle risposte ma non mi hanno convinto. Ti chiedo perché ti hanno arrestato, sono in ansia per te e triste perché non ti vedo da giorni”..

    A questi giovani che fanno domande, ai figli di coloro che erano al poter ieri e sono in prigione oggi, dico: fermatevi, ascoltate, tendete il vostro orecchio da questa parte del muro, prestate attenzione alle nostre voci, cercate di essere forti e di affrontare la verità. Ascoltateci se volete risposte.

    Da questa parte del muro ci sono milioni di persone, sono in piedi, fermi contro i vostri padri, contro Khamanei, Khatami, Khalkhali e contro Hajarian, contro i governanti di ieri e di oggi, contro i Conservatori, gli Emam della linea di Khomeini, contro i Riformisti e gli altri. Noi ci opponiamo a loro, noi non li abbiamo mai accettati. Guardateci, ascoltateci. Siamo quelli che a Kahavarans ed in ogni parte dell’Iran hanno perso brutalmente la loro vita per ordine di questa gente, quelli che sono stati fucilati, messi a morte, lapidati da questo governo.

    Noi, vittime di questo regime fascista e brutale, diciamo con forza a voi giovani, a voi nuova generazione, che le torture, gli elettroshock, le pene capitali, le esecuzioni sono nate con questo governo.

    Ascoltate le nostre voci. Questo è un governo che nei primi anni in cui ha preso il potere ha assassinato migliaia di persone per reprimere nel silenzio una rivoluzione e mantenersi in vita. E’ un governo che ha messo a morte senza scrupoli ragazzini di 12 anni e donne incinte. Dovete affrontare questa dura realtà, che i vostri padri hanno giocato un ruolo di primo piano nella realizzazione di questa macchina criminale. Alcuni di loro, ieri, nella stessa prigione di Evin hanno dato ordini di uccidere e dopo, serenamente sono rientrati nelle loro case mostrandosi affettuosi e paterni con i propri figli.

    Ascoltateci. Siamo le donne che hanno subito i primi attacchi di questo governo. Ci hanno imposto il velo, ci hanno imposto di obbedire a questa regola urlandoci “o il velo o le botte”. Prima abbiamo ricevuto i loro insulti, poi la lama dei coltelli, infine i Kalashnikovs e l’acido gettato sui volti: così, come si fissa un disegno con delle puntine, si sono assicurati che tenessimo il chador ben fermo sulle nostre teste.

    Ascoltateci. Questa è la voce dei lavoratori ai quali per primi sono stati destinati i proiettili. Questa è la voce della gente del Kurdistan, bombardata, massacrata ridotta a pezzi. Una ferita indelebile ha segnato i corpi e gli animi dei nostri figli.

    Guardateci. Siamo le donne lapidate a morte. La lapidazione di donne e di uomini, una delle pratiche più brutali e barbariche nei confronti di un essere umano, è una delle leggi di questo paese introdotte dai vostri padri e per la quale vanno estremamente fieri. Sono Mariam Ayoubi e un giorno terribile d’estate, l’11 luglio, mentre giacevo priva di sensi per lo spavento, mi hanno portato nel carcere di Evin e lì, in una cella, mi hanno lapidato sotto gli occhi dei miei bambini di 6 ed 8 anni, ero colpevole di adulterio, di questo ero accusata.

    Sono tra i figli di coloro che sono stati lapidati a morte. Cosa può esserci di più terribile per un figlio o una figlia?

    Tendi il tuo orecchio, cerca di essere forte, ascolta la verità dalle nostre bocche, da noi che siamo sempre stati da questa parte del muro e abbiamo detto “No” a questo governo.

    Ascolta le parole di Solmaz e Arash e quella di centinaia di bambini le cui madri, i cui padri sono stati arrestati perché “colpevoli”di attività politiche, assassinati per essere stati comunisti o anticlericali. Non hanno più nulla dei loro genitori se non foto e ricordi.

    Sono Delara Darabi. Una bellissima giovane donna che amava l’arte, che amava dipingere. Mi hanno arrestata e dopo anni di maltrattamenti fisici e psicologici, un terribile giorno mi hanno svegliato e brutalmente mi hanno urlato contro :” forza, la tua esecuzione aspetta”. Ero in preda al terrore, ho chiamato mia madre: “Mamma, papà venite presto, dite loro che sono spaventata, dite loro di avere misericordia”. Ma prima che riuscissero ad arrivare, mi hanno portato in una stanza molto grande, hanno legato una corda intorno al mio collo…avevo 23 anni.

    Sono i due figli di Fatemeh Haghigh-Pajho, Zahra e Farzineh. Ascolta bene la nostra storia. Per un anno intero, mentre nostra madre era rinchiusa nella prigione di Evin, tutte le notti a mezzanotte eravamo lì, in piedi, sotto la mura della prigione. Un giorno hanno preso nostra madre e l’hanno fatta salire su un alto sgabello, poi lo hanno scaraventato via da lei. Avevamo solo lei, nessun altro a prendersi cura di noi. L’hanno uccisa e poi ci hanno chiamato dicendo:” il vostro lavoro adesso è finito, adesso potete venire qui e ritornare alla 10 del mattino per prendere il suo corpo”. Riesci ad immaginare cosa significhi? Riesci a comprendere la ferita profonda che si apre? Il vuoto ed il terribile dolore? Ci chiediamo continuamente “perché, perché, perché”?

    Sono la voce della madri i cui figli sono stati arrestati 30 anni fa, accusati di attività politiche sovversive, accusati di non sostenere il governo e i vostri padri. Sono stati stuprati, uccisi. Hanno chiesto del denaro e vassoi di dolci per le loro figlie “ diventate spose” prima di farne sparire i corpi.

    Sono la voce di tutte le vittime di questo regime fascista e brutale. La voce di tutti quelli che sono stati arrestati, messi a morte, torturati , assassinati in questi 30 anni.

    Dobbiamo rialzarci. Noi donne, noi lavoratori, noi studenti. Noi che amiamo la libertà, dobbiamo mettere fine al peggiore ed al più brutale e barbarico governo di questo secolo. Rovesciando la repubblica islamica con i suoi leader potremo realizzare una società libera ed umana nella quale tutti, anche voi, vivranno da esseri umani.

Wednesday, August 12, 2009

Unità, lotta, vittoria

di Asal Akhavan

"Eras are passing by , the huge plans of powerful men will be stopped finally and they will be dead themselves just like blood thirsty roosters , eras are passing by and spear force is not working anymore" Bertolt Brecht


Lo sforzo sistematico di esercitare un pieno dominio sulle classi sociali, di proibirne la partecipazione ai processi decisionali di carattere politico ed economico, ha costantemente caratterizzato il regime iraniano. Davvero la repubblica islamica dell’Iran è un esempio concreto di quello che Marx definiva “il governo di Bonaparte”, ossia un genere di governo completamente avulso dalla società civile, non ha l’appoggio di nessuna classe sociale in particolare ma giunge la potere grazie ad un colpo di stato.

Negli ultimi 30 anni, la classe dei lavoratori in Iran è stata senza dubbio, più di ogni altra classe sociale, oggetto di repressione ma non bisogna dimenticare che l’ondata di repressione in questi anni ha riguardato e riguarda indistintamente, movimenti politici ed intellettuali, forze di sinistra, movimenti a favore delle donne. Ecco la ragione per la quale le reazioni di protesta scatenatesi dopo il 12 Giugno contro il dispotismo di questo regime sono state trasversali: “tutti sono diventati dei dissidenti”a prescindere dalla classe sociale o dalla base intellettuale. Tutti coloro che hanno subito per anni repressioni dal regime, attivisti per la classe dei lavoratori, attivisti per i diritti delle donne e degli studenti, attivisti politici di sinistra religiosi e non religiosi, liberali religiosi e non religiosi, riformisti, radicali dell’opposizione, intellettuali laici, clericali dissidenti ed in più donne, quelle che hanno scelto di indossare il velo e quelle vogliono il diritto di non indossarlo, di poter scegliere, tutti si sono ritrovati ed uniti nelle proteste di massa contro questo regima islamico.

Bisogna partire dal presupposto che a tutti i movimenti di carattere sociale e politico deve essere garantito un minimo di diritti e di libertà sociali che ne consentono la crescita e lo sviluppo, il movimento della sinistra in Iran, riuscendo ad organizzarsi in una coalizione ed in partiti può usare questo minimo di diritti e libertà per raggiungere il suo più importante la maggior parte degli attivisti di sinistra ad unirsi agli altri in questa lotta per garantire i diritti, le libertà politiche e civili. In quanto marxista sono convinta che la realizzazione di questi traguardi è di vitale e necessaria importanza per il movimento di sinistra in Iran.

Il vero leader di questo movimento è il popolo iraniano, che ha rischiato e sta rischiando sulla propria pelle, che sta andando in galera, sta subendo torture e violenze, che viene ucciso nelle strade solo perchè reclama i propri diritti. Il dovere e l’impegno del movimento di sinistra in Iran non è altro che stare dalla parte della gente, non perdere quest’unità necessaria contro il regime islamico, combattere ogni sorta di divisione interna, pur conservando la propria identità.

Iran - Blogging in Diretta: Martedì 11 Agosto


  • Rilasciato il fotografo Majid Saaedi per $ 120,000
  • 31 anni e 4 mesi di Prigione per 6 Ragazzi
La corte della Rivoluzione del Kurdistan 2 giorni fa ha emesso un ordine di carcerazione per 5 ragazzi. Bahman Sayedi di 20 anni, Hoshjar Amadi di 19, Sivan Rahimi di 20 e Sivan Mohammadi di 26. Sono stati accusati di propaganda contro il regime e di cooperare con un partito del Kurdistan: condannati a 6 anni di prigione. Jahanbakhsh Ahmadi è stato condannato ad un anno e 4 mesi di galera per propaganda contro il regime. Aboubakr Hajiri,dopo esser stato dieci mesi in prigione, è stato condannato a 6 anni di galera per propaganda contro il regime e per aver cooperato con il gruppo Pajak

Tutti sono stati processati senza la presenza di un avvocato e ed accusati di “Moharebe” (Lotta contro Dio)
  • Presentata al Parlamento un elenco di 69 Persone Uccise
Una lista di 69 persone uccise è stata presentata in Parlamento dal portavoce di Moussavi. Il numero delle persone uccise risulta essere il doppio rispetto a quello ufficialmente dichiarato dal governo. La lista contiene inoltre i nomi di 220 persone detenute. Beheshti, portavoce di Moussavi, ha dichiarato che è stata creata da Moussavi e Karroubi un’ apposito comitato ( chiamato “commissione speciale per persone che hanno subito danni”) che si occupa della questione. Beheshti ha anche sottolineato che il lavoro del comitato va molto a rilento a causa del timore delle famiglie a collaborare fornendo informazioni: temono che i loro cari possano essere uccisi, arrestati o fatti sparire. Alla luce di questi fatti, Beheshti ha perciò chiesto al parlamento di garantire sicurezza ed incolumità alle famiglie che collaboreranno con il comitato, di accogliere e seguire tutte le richieste relative alle persone imprigionate, alle torture e ai parenti o amici di cui non si sono perse le tracce.
  • Polizia: Risarcimento danni pari a 17.000 dollari circa per chi ha subito abusi
“Molte denunce sono emerse di persone che sono state seriamente danneggiate, hanno subito gravi mutilazioni, abusi e cose simili. Alcune riguardano comportamenti scorretti e disumani tenuti nella prigione di Kahrizak” dichiara un’esponente delle forze di polizia iraniana. Inoltre aggiunge: “nelle proteste post elettorali sono stati riportati casi di violenza e di abusi da parte degli agenti delle unità speciali di polizia a danno dei manifestanti” Il numero totale di denunce è stato 433, ma solo per 90 di queste c’è stata una conferma ufficiale da parte della polizia ed un risarcimento danni ( 17.000 dollari circa) pari ad una media di 180 dollari per famiglia. Un secondo resoconto riporta invece un numero di denunce pari a 500 ed un risarcimento danni di 50.000 dollari circa.
  • Due ragazze cristiane sotto processo a Teheran
Maryam Rostampour 27 anni e Marzieh Amirizadeh 30 anni, in prigione da più di 5 mesi, sono state processate domenica. Il giudice Haddad ha chiesto loro di ritrattare le proprie posizioni e di mettere per iscritto, oltre ad una ammissione a voce, di aver cambiato religione. Il loro unico crimine è dunque essere diventate cristiane. Il tribunale ha infatti dato loro la “possibilità” di ritrattare fino a quando il processo non sarà terminato. Va detto che la pena capitale stabilita per il reato di apostasia è stato di recente annullata dalla legge iraniana, tuttavia non esiste ancora una legge che vieti questo tipo di esecuzione. Esiste dunque un serio pericolo per queste due ragazze anche se è stato concesso loro un avvocato. Le loro condizioni di salute non sono buone ed entrambe hanno subito maltrattamenti in prigione.
  • 4000 persone Arrestate dall’inizio delle proteste post elettorali
E’ il numero più alto che sia mai stato ufficialmente dichiarato dalle autorità giudiziarie. Jamshidi, il portavoce dell’autorità giudiziaria ha prontamente sottolineato che tuttavia ne sono state rilasciate 3700 nella prima settimana.
  • Amir Aslani arrestato dal Pubblico Ufficiale del dipartimento per i Crimini in Internet
Amir Aslani, perito elettronico delle università di Elm e Sanat e direttore di una compagnia di software, è stato arrestato sabato pomeriggio. Secondo le notizie riportate da Amir Kabir, agenti in borghese lo hanno prelevato davanti alla sua compagnia senza alcuna autorizzazione o mandato. Lo hanno portato in un luogo sconosciuto dove è stato interrogato per più di 5 ore ad occhi bendati. In seguito 4 agenti si sono recati nel suo appartamento, hanno perquisito e rovistato ovunque portandosi via i suoi effetti personali e quelli di sua moglie. Nessuna ragione legale che ne motivi l’arresto è stata fornita alla sua famiglia, ma dalle conversazioni degli agenti si può desumere che la causa sia stata l’invio di alcune emails dopo i disordini post elettorali.
  • Libertà per i Giornalisti in Prigione e la Chiusura dell’ ufficio dell’ Associazione dei Giornalisti dell’Iran
I giornalisti parlamentari hanno incontrato Ali Larijani, capo dell’ parlamento iraniano. In questo incontro i giornalisti hanno portato all’attenzione del parlamento le loro richieste. Uno dei giornalisti sottolineando la mancanza di sicurezza nel lavoro di giornalisti e reporter, ha chiesto un’attenzione speciale per garantire la loro incolumità. Un altro giornalista, dopo aver ringraziato per la creazione di una speciale commissione di indagine per la situazione nelle prigioni, ha espresso preoccupazione per lo stato di salute di alcuni giornalisti arrestati, in particolare per Saeed Hajjariyan e Mustafa Tajzadeh, chiedendo al Parlamento un’attenzione speciale sulla situazione di questi due detenuti.
  • Insolito verdetto della Commissione disciplinare dell’Università di Boo Ali Sina: 1-2 Semestri di Sospensione per 11 Studenti
La commissione disciplinare dell’università di Boo Ali Sina ha emesso un provvedimento a carico di alcuni studenti che avevano preso parte alle proteste e manifestazioni del 12 giugno scorso. In base al provvedimento Siavash Hatam, Pouria Sharifian, Hojat Bakhtiari, Reza Jafarian, Mehdi Mosafer, Ali Rezaie, Farid Zandi, Kianoosh Rezaie, Mehdi Hakimi, Mostafa Mehdizadeh sono sospesi dall’ università per un’ anno, mentre Vahid Amiri per un solo semestre. Il provvedimento è stato emesso mentre 5 di questi studenti erano già stati arrestati dalla forze di polizia durante i disordini post elettorali, ed erano stati rilasciati su cauzione.
  • Un nuovo elenco dei detenuti:
  1. Mohammad Mirzaee 26 anni, sposato, arrestato mercoledì 5 agosto nei pressi di piazza Baharestan. Luogo di prigionia sconosciuto
  2. Ahmad Reza Kaboli 37 anni, sposato, arrestato mercoledì 5 agosto in via Sirous, trasferito alla prigione di Evin.
  3. Sina Molaie 21 anni, studente di scuole superiore all’ultimo anno, arrestato mercoledì 5 agosto verso piazza Baharestan. Luogo di prigionia sconosciuto.
  4. Farhad Agha Jani 23 anni, studente, arrestato mercoledì 5 agosto davanti all’ ingresso della fermata della metropolitana in via Sadi, trasferito nella prigione di Evin
  5. Alireza Kashani 25 anni, studente di tecniche agrarie, arrestato mercoledì 5 agosto in piazza Baharestan e dopo essere stato picchiato, è stato trasferito al distretto di polizia n. 160, e poi alla prigione di Evin.
  6. Arman Kiani, 27 anni, arrestato mercoledì 5 agosto verso piazza Baharestan e trasferito alla prigione Evin.
  7. Kazem Masoumi, 31 anni, arrestato lunedì 3 agosto in via Vali Asr. Luogo di detenzione sconosciuto.
  8. Hadi Jamshidi Mobarake, 26 anni, arrestato lunedì 3 agosto in via Vanak. Luogo di detenzione sconosciuto.
  9. Behrooz Jalilvand, 25 anni, laureato in tecniche agrarie, arrestato lunedì 3 agosto in via Vali Asr, trasferito alla prigione di Evin.
  10. Afshin Sadeghi, 20 anni, studente di scienze sociali, arrestato lunedì 3 agosto in via Vanak. Luogo di detenzione sconosciuto.
  11. Mohammad Housain Azari, 28 anni, laureato in giurisprudenza, arrestato giovedì 30 luglio in piazza Hafte Tir, trasferito al distretto di polizia n 148 e poi alla prigione di Evin, sezione n 240.
  12. Amin Housaini Hashem Abadi, 27 anni, perfezionando in contabilità, arrestato giovedì 30 luglio in piazza Hafte Tir, transferito alla prigione di Evin.
  13. Peyman Ahmadi, 20 anni, studente universitario, arrestato giovedì 30 luglio e trasferito alla prigione di Evin.
  14. Hamed Abbasi, 29 anni, laureato in lingua inglese, arrestato in via Takhte Tavoos e trasferito alla prigione di Evin.
  15. Kaivan Ebrahimzadeh, 30 anni, laureato in fisica, arrestato giovedì 30 luglio in Mosala dalle milizie Basij e trasferito alla prigione di Evin.
  16. Mehdi Saleki Poor, arrestato venerdì 17 luglio e trasferito alla prigione di Evin .
  17. Amir Nazerian 22 anni, è arrestato venerdì 17 luglio in via Enghelab e trasferito alla prigione di Evin
  18. Amir Abbaszadeh, 23 anni, laureato in management, arrestato venerdì 19 giugno in via Enghelab e dopo essere stato picchiato dalle milizie Basij, è stato trasferito al distretto di polizia n. 148 e poi alla prigione di Evin.
  19. Mansour Khorshidi, 28 anni, laureato in ingegneria elettronica, arrestato giovedì 9 luglio e trasferito alla prigione di Evin
  20. Hasan Ghaffari, 24 anni, laureato in sociologia, arrestato giovedì 9 luglio e trasferito alla prigione di Evin
  21. Yousof Karami, 29 anni, arrestato giovedì 9 luglio in via Vali Aar e trasferito alla prigione di Evin
  22. Kamran Taghi Poor, 29 anni, laureato in scienze informatiche, arrestato giovedì 9 luglio in via Amir Abad e trasferito alla prigione di Evin

Tuesday, August 11, 2009

Iran – Blogging in diretta: 11 Agosto

-Seguici su Twitter:
http://twitter.com/bistoon

-Unisciti a noi su Facebook per maggiori notizie, video ed opinioni:
http://www.facebook.com/pages/Tehran-Iran/Revolutionary-Road-/109834371370?ref=ts

Condanniamo risolutamente la sentenza di detenzione e di punizione corporale contro alcuni lavoratori arrestati in occasione della Giornata Mondiale dei Lavoratori nel Maggio 2009. 3 di loro sono stati condannati a 6 mesi di detenzione e a ricevere 40 frustate dal tribunale di Sanandaj:

-Faaegh Kaikhosravi

-Shiva Sobhani

-Mansoor Karimian

L’ unione dei liberi lavoratori in Iran ritiene un diritto basilare partecipare liberamente alle manifestazioni della Giornata dei Lavoratori e chiede il rilascio incondizionato dei tre detenuti ed il diritto alla libertà di aggregazione e manifestazione durante quel giorno.
  • 24 Persone morte a Teheran per Inedia
Stando ai dati e ai rapporti statici dall'organizzazione di Beheshte Zahra, 24 cittadini di Teheran sono morti negli ultimi 24 mesi per inedia. L'inedia ha una relazione diretta con condizioni di vita estremamente povere, e secondo alcuni esperti il numero dei decessi nelle altre altri città e nei villaggi potrebbe essere ancora più alto

  • Membri della Commissione dei Giornalisti hanno incontrato i genitori di Alireza DavoodiAlireza Davood è stato arrestato ad Isfahan il 24 giugno.
Rilasciato sotto cauzione per una somma di 100,000.000 dollari, è morto a soli 26 anni il 7 luglio. Visto le cause poco chiare della sua morte, la Commissione dei giornalisti ha deciso di incontrare i suoi genitori per fare maggior chiarezza sull’accaduto. Secondo la sua famiglia, Alireza sarebbe stato torturato mentre era in prigione e la sua morte è stata la conseguenza di una terribile depressione. Il recupero in ospedale era stato ottimale , tuttavia il 7 luglio la zia di Alireza viene informata dalle autorità ospedaliere che il giovane ha avuto un arresto cardiaco e che hanno bisogno dell’autorizzazione paterna per il trasferimento in un altro ospedale. Prima che avvenga il trasferimento Alireza muore. La sua famiglia si è rivolta ad un avvocato e sta cercando di conoscere la vera causa della sua morte.
  • Licenza di Uccidere
Sono arrivati, si sono messi comodi, hanno preso il potere con la violenza. Sono gli agenti ed i comandanti del crimine: armati e non armati, bugiardi, aguzzini e torturatori, stupratori, oppressori, gli assassini di Neda, di Sohrab, di Taranhe, di Kianoosh etc.

Questa sera hanno tenuto ancora una volta la città sotto il loro schiaffo, così violentemente che puoi udirne l’eco in tutti vicoli e le vie di Teheran. Ero in piazza Vanak, nel mezzo di una tale calca di gente che mi ci sono voluti 30 minuti per percorrere un tratto per cui normalmente ne impiego 5. Le forze in borghese erano ovunque . C’erano donne di mezza età (più degli uomini), ragazzi e ragazze, una folla che cresceva sempre più. Scontri e fughe in Vali Asr attraverso Abbas Abad. Di solito quando non vien stabilito un comune luogo di raduno , la gente si distribuisce in zone diverse della città e protestano.
  • 13 Persone arrestate durante la Cerimonia del 40simo giorno in memoria di Kianoosh Asa, sono state Rilasciate.
Sono stati rilasciati ieri, 9 Agosto pagando una cauzione. Tuttavia restano ancora in prigione gli altri arrestati quel giorno, la maggior parte dei quali, stando alle testimonianze, sono studenti universitari di Teheran e Sanandaj che avevano raggiunto la città di Kermanshah per partecipare alla cerimonia in ricordo di Kianoosh.
  • Il capo della Polizia responsabile degli Omicidi commessi nella prigione di Kahrizak
Hamidreza Katoozian, rappresentante del congresso, ha riconosciuto direttamente responsabile il capo delle forze di polizia, degli omicidi avvenuti nella prigione di Kahrizak. La polizia iraniana ha annunciato che gli agenti responsabili del centro di detenzione, colpevoli di aver torturato i detenuti, saranno rimossi dal loro incarico e subiranno le conseguenze penali previste dalla legge. Tuttavia l’identità di questi ufficiali non è stata ancora resa pubblica!

La Stampa Internazionale: aggiornamenti:

>L’ Iran ribatte prontamente alle critiche dell’Occidente sul processo “farsa” (http://news.yahoo.com/s/afp/20090810/wl_mideast_afp/iranpoliticstrial)

>Stupri nelle prigioni dell’ Iran (BBC)

La lettera di Karroubi per l’imediata apertura di un’indagine sugli stupri avvenuti nelle prigioni contro i giovani arrestati nelle recenti manifestazioni. (http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8192660.stm)

>L’Iran ammette torture sui manifestanti della protesta elettorale (ABC News)

(http://www.abc.net.au/news/stories/2009/08/10/2651780.htm?section=world)

>La Francia:la liberazione delle donne detenute in Iran è una priorità assoluta

(http://news.yahoo.com/s/afp/20090810/wl_mideast_afp/iranpoliticstrialunrestfrancesarkozy_20090810095650)