"Cari amici, a tutti voi che ci avete sostenuto ed accompagnato fino ad ora, passo dopo passo lungo questa strada, voglio dire grazie e farvi sapere che noi non abbiamo smesso di sperare e non siamo stanchi.
In questi ultimi giorni, le notizie ed i video sempre più numerosi dei continui arresti e delle violenze inflitte, ci hanno fatto sentire più forte la necessità e la responsabilità di informare. Per cui vi chiedo di diventare membri della nuova pagina creata su Fbook allo scopo di diffondere le notizie sull' Iran, e di invitare i vostri amici e contatti a farne parte.Diffondere questa iniziativa è importante.
La portata degli ultimi eventi in Iran richiede una capacità di informazione di uguale livello, e spero che al più presto questo gruppo raggiunga il traguardo di milioni di membri: in questo modo potremo far sentire la voce oppressa della libertà di milioni di iraniani all'intero mondo.
Il mondo è un unica persona, siate dei nostri e potremo così dimostrare che un mondo diverso è possibile, un mondo dove gli uomini sono liberi.
Il nostro blog è un gruppo straordinario di giovani le cui priorità sono la Libertà e l'Umanità.
Il nostro desiderio è che gli uomini siano tutti Liberi ed Uguali.
Dal nostro blog sta emergendo la natura sincera e la dedizione delle persone che sono al nostro fianco in questa strada.
Una società Laica e Libera è una speranza che ci stiamo guadagnado ad ogni costo, alla quale diamo anima e corpo".
«In rete cercando Revolutionary road tra censura e divieti» - Intervista a Saeed, blogger
di Rachele Gonnelli
Sono tanti i camuffamenti di Saeed. Nell’album del suo profilo su Facebook si vede lo stesso ragazzo con le guance e le ciglia lunghe in molte pose e fogge: con i capelli lunghi e ricci, corti e decolorati, dritti per il gel. Saeed è anche su Twitter e ha sempre il suo blog, Revolutionary Road, tradotto in più lingue tra cui l’italiano. Ha molti amici in Italia e risponde volentieri alle domande de l’Unità. È difficile tenere un blog in Iran? «Le uniche difficoltà sono i filtri di internet e le barriere di sicurezza. La velocità della comunicazione è molto bassa e sotto il controllo della società di telecomunicazioni. Poi c’è la tracciabilità e il controllo di intelligence. Se un sito blog o internet pubblica qualcosa contro il sistema o fa delle critiche un po’ più approfondite, l’autore rischia il carcere o la pena di morte». Qual è la posizione del clero sciita verso Internet? È cambiata nel tempo? «Il governo islamico dell’Iran ha posto gravi limitazioni anche all’accesso ai siti anti-islamici. Credo sia una strategia per mantenere la gente disinformata: più il popolo è informato, più i regimi sono in pericolo». Quando hai iniziato a navigare e perché hai deciso di aprire un blog? «Ho iniziato ad usare internet da studente, faccio blogging dal 2003, all’inizio pubblicavo i miei articoli e testi personali, ma poi ho cercato di lavorare sui diritti dei bambini, delle donne e dei lavoratori. Nel 2005 sono stato arrestato per aver fatto blogging e attività politica. Ho passato un lungo periodo nel carcere di Evin. Poi, espulso dall’università, ho cercato di pubblicare in diverse lingue le notizie e le attività dei giovani liberal nel mio weblog. Tanti amici mi sono stati lealmente vicini, e mi hanno aiutato nelle traduzioni e nelle questioni tecniche di internet. Questo nel clima oppressivo dell’Iran è diventato uno strumento di routine per la lotta del popolo iraniano contro la situazione esistente». Durante le proteste a Teheran dopo il voto sono circolati dubbi sulla tua scomparsa e anche sull’attendibilità del tuo sito. Come possiamo essere certi della tua identità? «Giusta domanda. Sono stato più volte arrestato, interrogato e incarcerato e la mia famiglia è sotto pressione, ma sono libero e vivo nascosto. Se dovessi avere dei problemi, sicuramente i miei amici vicini e altri attivisti politici in Iran ne darebbero notizia. Noi blogger non abbiamo sostenuto nessun partito né alcuna corrente religiosa. Non ci aspettiamo nulla da questo sistema, sappiamo che le elezioni in Iran non sono state democratiche. La nostra opposizione è contro la deviazione del popolo e offriamo il nostro sostegno per la rivoluzione e per il cambiamento umanitario e radicale. Nei giorni scorsi in seguito alla forte attenzione sulle notizie dell’Iran, tanti hanno cercato di pubblicare notizie false e strumentalizzare la volontà del popolo a proprio beneficio nei loro siti web e nelle varie pubblicazioni. Solo ciò che viene pubblicato sul nostro blog e sulle nostre pagine Facebook è attendibile e ci rappresenta. Al momento soltanto il blog Revolutionary Road e le pagine Facebook Saeed Valadbaygi e Saeed Valadbaygi II, sono da noi confermati come fonte ufficiale delle nostre notizie e dichiarazioni». rgonnelli@unita.it
10 luglio 2009 pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 25) nella sezione "Esteri"
Giorni fa ho inviato ad Amnesty Internationa (ad altri media stranieri) tutte le informazioni postate sul blog in merito a tutte le persone uccise e detenute.
Finalmente stamattina mi hanno risposto...
Ecco la mail di Amnesty:
Cara Cristina, Grazie per la tua email. Amnesty International e' estremamente preoccupata per la situazione in Iran e le segnalazioni ricevute sulle violazioni del diritto dell'uomo. Siamo stati e continueremo ad essere molto attivi sulla nostra risposta a questi eventi. Tuttavia, Amnest International non prende posizioni sulle elezioni o in merito alla politica Iraniana. La nostra preoccupazione e' riguardante le vionazioni del diritto dell'uomo, in particolare l'uso eccessivo di forza e arresti arbitrari compreso quelli dei prigionieri di coscienza, e le ristrizioni sulla liberta' di espressione, associazione e assemblaggio. Alleghiamo di seguito i link alla documentazione prodotta da amnesty International in risposta agli eventi in Iran.
Questo articolo era pubblicato il 9 Luglio: Il governo Iraniano deve permettere le commemorazioni pacifiche degli eventi del 1 Tir
e questo e' un link a un documento emesso il 9 giugno appena prima delle elezioni presidenziali riassumendo le preoccupazioni dei Amnesty International in merito alla situazione dei diritti umani in Iran. Iran: Elezione durante repressione del dissenso e disordini
Azioni urgenti sono inviate ai membri de Amnesty Internal ed il pubblico in generalel che contiene raccomandazioni sulle azioni verso cui noi vi incoraggiamo a partecipare, se vi sentite di farlo. Per cortesa passate questi link a tutti quelli che conoscete che possno essere interessati a prendere azione. Questo messaggio urgente era emesso 6 luglio: Iran: giornalista sparita a rischio di tortura: Issa Saharkhiz
Questo e' un link ad un'azione urgente emesso il 16 giugno. Iran: Timore e tortura o maltrattamento dei possibili prigionieri di coscnenza / arresto arbitrario
Kaveh Mozafari un giornalista dissidente che scrive per i vari siti internet, e' stato arrestato ieri da parte di uomini in abiti borghesi mentre rientrava a casa sua a Teheran insieme alla suocera anziana. Gli uomini hanno minacciato la suocera e lo hanno portato via.
Mozafari era stato gia' arrestato nel 1 maggio e successivamente liberato con cauzione di 50 mln di tooman (ca. 45.000 euro) appena 2 settimane fa il 24 Giugno.
I Basiji in borghese sono presenti alle proteste le immagini di sopra fanno vedere alcuni di questi agenti del governo che con degli strumenti sofisticati registrano filmati dai manifestanti per identificargli ed arrestargli. Però se vedono qualcuno con la macchina fotografica o il cellulare riprendere qualcosa durante le manifestazioni, gli colpiscono e gli processano. Quando durante le manifestazioni del 9 Luglio il popolo ha contestato tale loro azioni, sono stati attaccati e feriti in modo grave. Alla situazione attuale queste forze sono presenti davanti alle università e nelle strade principali dal 24/6.