Notizie dalla prigione di Evin: Più di 20 persone rilasciate
A partire da ieri sono state rilasciati più di 20 detenuti di cui però non si conosce l’identità, fatta eccezione per Hamid Choubineh, ex membro dell’ associazione islamica dell’ università di Teheran, liberato su cauzione. Il suo avvocato ha confermato il rilascio. Secondo alcune fonti metà dei detenuti rilasciati sarebbero donne.
Notizie dalla prigione di Evin: Maziar Bahari riceve una visita dalla sua famiglia
Maziar Bahari, giornalista e regista di documentari, dopo 52 giorni di detenzione, ha ricevuto ieri mattina una visita da sua madre e suo fratello ad Evin. Il suo avvocato, Saleh Nikbakht, ha riferito che dopo una lunga trattazione telefonica, è riuscito ad ottenere dalla autorità giudiziaria di Teheran che Maziar avesse un incontro con la sua famiglia. Sua madre ha detto di averlo trovato in buone condizioni e il suo avvocato ha aggiunto che non gli è stato consentito ancora di incontrare il suo assistito o di leggere il suo caso.
Pressioni sulla famiglia di Kianoosh Asa
Kamran Asa, fratello di Kianoosh, ha riferito che dal giorno della cerimonia commemorativa per Kianoosh, la sua famiglia è stata duramente messa sotto pressione e che negli ultimi 3 giorni è stata convocata dall’ufficio di sicurezza della polizia.
Mesbah Yazdi: obbedire al presidente è come obbedire a Dio
Mohammad Taqi Mesbah Yazdi, uno dei principali sostenitori di Ahmadinejad ed una delle figure religiose conservative nel Qom, ha dichiarato che il presidente, in quanto leader sostituisce la figura dell’Imam. Il popolo deve accettare questo stato di cose ed obbedire a lui come se obbedissero all’ Imam. Ha aggiunto inoltre che obbedire a lui significa obbedire a Dio.
Ban Ki Moon ha inviato una lettera di Congratulazioni ad Ahamadinejad
L’ agenzia Reuters ha riferito che secondo le dichiarazioni del portavoce delle Nazioni Unite, il Segretario Generale Ban Ki Moon ha inviato lunedì una lettera di congratulazioni al presidente Ahamadinejad. Tuttavia Marie Okabe, uno dei portavoce del Segretario, ha smentito che si trattasse di una lettera di congratulazioni e che le UN riconoscono il rieletto presidente. Alla richiesta dei giornalisti di rendere pubblica la lettera, la Okabe ha ribattuto che si tratta di documenti estremamente confidenziali e che mai sono stati resi pubblici per alcun paese.
Lettera di alcuni giudici di Teheran ad Hashemi Shahroudi
Un gruppo di giudici della provincia di Teheran ha inviato una lettera di viva protesta e critica rispetto al processo farsa messo in piedi a carico di tanti cittadini. “ E’ una vergogna – si legge – per molti giudici di questo paese”. Si richiede inoltre che il Capo del dipartimento di Giustizia assuma una chiara e netta posizione di condanna verso queste azioni.
La lista Nera dell’ IRIB
L’ IRIB ha elencato i nomi di 100 persone tra artisti, cantanti ed attori a cui è sarà proibito di apparire in Tv o in radio.
Il fratello di Kianoosh Asa non è stato arrestato
Kamran Asa non è stato arresto e le notizie sulla sua presunta detenzione non sono corrette. Mentre Daneshvar Asa , un secondo fratello di Kianoosh è stato convocato dall’ ufficio dell’ intelligence di Sanadaj e gli sono state fatte domande sulla lettura fatta in occasione della cerimonia in memoria di Kianoosh.
In aula senza avvocati e privati di ogni diritto
Giornalisti Senza Frontiere condanna nuovamente e duramente il processo a carico dei manifestanti coinvolti nelle recenti proteste post elettorali: gli imputati sono stati sempre e sistematicamente privati dei loro basilari diritti dal tribunale della rivoluzione – dichiara GSF- , ma questa volta non solo non hanno potuto incontrare i loro avvocati, ma il tribunale non ha nemmeno accettato una difesa messa per iscritto dagli avvocati stessi. Il procuratore di Teheran in persona, Saeed Mortzavi, ha designato dei difensori per gli imputati.
In questi giorni bui molti in Iran e in ogni parte del mondo sono in ansia per i propri cari. I loro cari, i loro amici che, “colpevoli” di aver protestato contro questo regime fascista e dittatoriale, sono stati arrestati, sono finiti nella lista nera della repubblica islamica. Quante madri, in questi giorni bui, stanno cercando disperatamente i propri figli con l’incubo che potrebbero non ritrovare più nemmeno i loro corpi. Giorni nei quali continuiamo ad apprendere terribili notizie di violenze e crimini: prigionieri che non hanno più la forza di parlare, donne stuprate, giovani ridotti a pezzi, detenuti torturati, legati ad apparecchi elettrici e sottoposti ad electroshock…
Giorni di proteste, di manifestazioni, di incontri, di slogan, di forza e di determinazione, eppure un sensazione di ansia perenne aleggia nell’aria: l’angoscia per la sorte di centinaia di persone che sono state arrestate nelle ultime settimane non ci abbandona mai. Troppe madri e troppi padri non sanno ancora dove siano i loro figli, scomparsi un mese fa, o se qualcosa di terribile è stato fatto loro.
Ciò che mi ha spinto a stendere queste brevi righe, sono state le lettere dei figli di uomini che hanno giocato un ruolo chiave nella realizzazione di questo governo. Penso ai figli di Hajarians e Aminzadehs, alle loro lettere piene di apprensione per i loro padri, che solo ieri erano al vertice del poter e che oggi sono finiti nella lista nera del regime, nella mani di aguzzini che in passato erano loro amici.
Ecco una lettera piena di angoscia di una ragazza che scrive a suo padre:..”Tu sei stato il più grande e ho molte domande da farti che riguardano il tuo lavoro … mi hai dato delle risposte ma non mi hanno convinto. Ti chiedo perché ti hanno arrestato, sono in ansia per te e triste perché non ti vedo da giorni”..
A questi giovani che fanno domande, ai figli di coloro che erano al poter ieri e sono in prigione oggi, dico: fermatevi, ascoltate, tendete il vostro orecchio da questa parte del muro, prestate attenzione alle nostre voci, cercate di essere forti e di affrontare la verità. Ascoltateci se volete risposte.
Da questa parte del muro ci sono milioni di persone, sono in piedi, fermi contro i vostri padri, contro Khamanei, Khatami, Khalkhali e contro Hajarian, contro i governanti di ieri e di oggi, contro i Conservatori, gli Emam della linea di Khomeini, contro i Riformisti e gli altri. Noi ci opponiamo a loro, noi non li abbiamo mai accettati. Guardateci, ascoltateci. Siamo quelli che a Kahavarans ed in ogni parte dell’Iran hanno perso brutalmente la loro vita per ordine di questa gente, quelli che sono stati fucilati, messi a morte, lapidati da questo governo.
Noi, vittime di questo regime fascista e brutale, diciamo con forza a voi giovani, a voi nuova generazione, che le torture, gli elettroshock, le pene capitali, le esecuzioni sono nate con questo governo.
Ascoltate le nostre voci. Questo è un governo che nei primi anni in cui ha preso il potere ha assassinato migliaia di persone per reprimere nel silenzio una rivoluzione e mantenersi in vita. E’ un governo che ha messo a morte senza scrupoli ragazzini di 12 anni e donne incinte. Dovete affrontare questa dura realtà, che i vostri padri hanno giocato un ruolo di primo piano nella realizzazione di questa macchina criminale. Alcuni di loro, ieri, nella stessa prigione di Evin hanno dato ordini di uccidere e dopo, serenamente sono rientrati nelle loro case mostrandosi affettuosi e paterni con i propri figli.
Ascoltateci. Siamo le donne che hanno subito i primi attacchi di questo governo. Ci hanno imposto il velo, ci hanno imposto di obbedire a questa regola urlandoci “o il velo o le botte”. Prima abbiamo ricevuto i loro insulti, poi la lama dei coltelli, infine i Kalashnikovs e l’acido gettato sui volti: così, come si fissa un disegno con delle puntine, si sono assicurati che tenessimo il chador ben fermo sulle nostre teste.
Ascoltateci. Questa è la voce dei lavoratori ai quali per primi sono stati destinati i proiettili. Questa è la voce della gente del Kurdistan, bombardata, massacrata ridotta a pezzi. Una ferita indelebile ha segnato i corpi e gli animi dei nostri figli.
Guardateci. Siamo le donne lapidate a morte. La lapidazione di donne e di uomini, una delle pratiche più brutali e barbariche nei confronti di un essere umano, è una delle leggi di questo paese introdotte dai vostri padri e per la quale vanno estremamente fieri. Sono Mariam Ayoubi e un giorno terribile d’estate, l’11 luglio, mentre giacevo priva di sensi per lo spavento, mi hanno portato nel carcere di Evin e lì, in una cella, mi hanno lapidato sotto gli occhi dei miei bambini di 6 ed 8 anni, ero colpevole di adulterio, di questo ero accusata.
Sono tra i figli di coloro che sono stati lapidati a morte. Cosa può esserci di più terribile per un figlio o una figlia?
Tendi il tuo orecchio, cerca di essere forte, ascolta la verità dalle nostre bocche, da noi che siamo sempre stati da questa parte del muro e abbiamo detto “No” a questo governo.
Ascolta le parole di Solmaz e Arash e quella di centinaia di bambini le cui madri, i cui padri sono stati arrestati perché “colpevoli”di attività politiche, assassinati per essere stati comunisti o anticlericali. Non hanno più nulla dei loro genitori se non foto e ricordi.
Sono Delara Darabi. Una bellissima giovane donna che amava l’arte, che amava dipingere. Mi hanno arrestata e dopo anni di maltrattamenti fisici e psicologici, un terribile giorno mi hanno svegliato e brutalmente mi hanno urlato contro :” forza, la tua esecuzione aspetta”. Ero in preda al terrore, ho chiamato mia madre: “Mamma, papà venite presto, dite loro che sono spaventata, dite loro di avere misericordia”. Ma prima che riuscissero ad arrivare, mi hanno portato in una stanza molto grande, hanno legato una corda intorno al mio collo…avevo 23 anni.
Sono i due figli di Fatemeh Haghigh-Pajho, Zahra e Farzineh. Ascolta bene la nostra storia. Per un anno intero, mentre nostra madre era rinchiusa nella prigione di Evin, tutte le notti a mezzanotte eravamo lì, in piedi, sotto la mura della prigione. Un giorno hanno preso nostra madre e l’hanno fatta salire su un alto sgabello, poi lo hanno scaraventato via da lei. Avevamo solo lei, nessun altro a prendersi cura di noi. L’hanno uccisa e poi ci hanno chiamato dicendo:” il vostro lavoro adesso è finito, adesso potete venire qui e ritornare alla 10 del mattino per prendere il suo corpo”. Riesci ad immaginare cosa significhi? Riesci a comprendere la ferita profonda che si apre? Il vuoto ed il terribile dolore? Ci chiediamo continuamente “perché, perché, perché”?
Sono la voce della madri i cui figli sono stati arrestati 30 anni fa, accusati di attività politiche sovversive, accusati di non sostenere il governo e i vostri padri. Sono stati stuprati, uccisi. Hanno chiesto del denaro e vassoi di dolci per le loro figlie “ diventate spose” prima di farne sparire i corpi.
Sono la voce di tutte le vittime di questo regime fascista e brutale. La voce di tutti quelli che sono stati arrestati, messi a morte, torturati , assassinati in questi 30 anni.
Dobbiamo rialzarci. Noi donne, noi lavoratori, noi studenti. Noi che amiamo la libertà, dobbiamo mettere fine al peggiore ed al più brutale e barbarico governo di questo secolo. Rovesciando la repubblica islamica con i suoi leader potremo realizzare una società libera ed umana nella quale tutti, anche voi, vivranno da esseri umani.
"Eras are passing by , the huge plans of powerful men will be stopped finally and they will be dead themselves just like blood thirsty roosters , eras are passing by and spear force is not working anymore"Bertolt Brecht
Lo sforzo sistematico di esercitare un pieno dominio sulle classi sociali, di proibirne la partecipazione ai processi decisionali di carattere politico ed economico, ha costantemente caratterizzato il regime iraniano. Davvero la repubblica islamica dell’Iran è un esempio concreto di quello che Marx definiva “il governo di Bonaparte”, ossia un genere di governo completamente avulso dalla società civile, non ha l’appoggio di nessuna classe sociale in particolare ma giunge la potere grazie ad un colpo di stato.
Negli ultimi 30 anni, la classe dei lavoratori in Iran è stata senza dubbio, più di ogni altra classe sociale, oggetto di repressione ma non bisogna dimenticare che l’ondata di repressione in questi anni ha riguardato e riguarda indistintamente, movimenti politici ed intellettuali, forze di sinistra, movimenti a favore delle donne. Ecco la ragione per la quale le reazioni di protesta scatenatesi dopo il 12 Giugno contro il dispotismo di questo regime sono state trasversali: “tutti sono diventati dei dissidenti”a prescindere dalla classe sociale o dalla base intellettuale. Tutti coloro che hanno subito per anni repressioni dal regime, attivisti per la classe dei lavoratori, attivisti per i diritti delle donne e degli studenti, attivisti politici di sinistra religiosi e non religiosi, liberali religiosi e non religiosi, riformisti, radicali dell’opposizione, intellettuali laici, clericali dissidenti ed in più donne, quelle che hanno scelto di indossare il velo e quelle vogliono il diritto di non indossarlo, di poter scegliere, tutti si sono ritrovati ed uniti nelle proteste di massa contro questo regima islamico.
Bisogna partire dal presupposto che a tutti i movimenti di carattere sociale e politico deve essere garantito un minimo di diritti e di libertà sociali che ne consentono la crescita e lo sviluppo, il movimento della sinistra in Iran, riuscendo ad organizzarsi in una coalizione ed in partiti può usare questo minimo di diritti e libertà per raggiungere il suo più importante la maggior parte degli attivisti di sinistra ad unirsi agli altri in questa lotta per garantire i diritti, le libertà politiche e civili. In quanto marxista sono convinta che la realizzazione di questi traguardi è di vitale e necessaria importanza per il movimento di sinistra in Iran.
Il vero leader di questo movimento è il popolo iraniano, che ha rischiato e sta rischiando sulla propria pelle, che sta andando in galera, sta subendo torture e violenze, che viene ucciso nelle strade solo perchè reclama i propri diritti. Il dovere e l’impegno del movimento di sinistra in Iran non è altro che stare dalla parte della gente, non perdere quest’unità necessaria contro il regime islamico, combattere ogni sorta di divisione interna, pur conservando la propria identità.
Rilasciato il fotografo Majid Saaedi per $ 120,000
31 anni e 4 mesi di Prigione per 6 Ragazzi
La corte della Rivoluzione del Kurdistan 2 giorni fa ha emesso un ordine di carcerazione per 5 ragazzi. Bahman Sayedi di 20 anni, Hoshjar Amadi di 19, Sivan Rahimi di 20 e Sivan Mohammadi di 26. Sono stati accusati di propaganda contro il regime e di cooperare con un partito del Kurdistan: condannati a 6 anni di prigione. Jahanbakhsh Ahmadi è stato condannato ad un anno e 4 mesi di galera per propaganda contro il regime. Aboubakr Hajiri,dopo esser stato dieci mesi in prigione, è stato condannato a 6 anni di galera per propaganda contro il regime e per aver cooperato con il gruppo Pajak
Tutti sono stati processati senza la presenza di un avvocato e ed accusati di “Moharebe” (Lotta contro Dio)
Presentata al Parlamento un elenco di 69 Persone Uccise
Una lista di 69 persone uccise è stata presentata in Parlamento dal portavoce di Moussavi. Il numero delle persone uccise risulta essere il doppio rispetto a quello ufficialmente dichiarato dal governo. La lista contiene inoltre i nomi di 220 persone detenute. Beheshti, portavoce di Moussavi, ha dichiarato che è stata creata da Moussavi e Karroubi un’ apposito comitato ( chiamato “commissione speciale per persone che hanno subito danni”) che si occupa della questione. Beheshti ha anche sottolineato che il lavoro del comitato va molto a rilento a causa del timore delle famiglie a collaborare fornendo informazioni: temono che i loro cari possano essere uccisi, arrestati o fatti sparire. Alla luce di questi fatti, Beheshti ha perciò chiesto al parlamento di garantire sicurezza ed incolumità alle famiglie che collaboreranno con il comitato, di accogliere e seguire tutte le richieste relative alle persone imprigionate, alle torture e ai parenti o amici di cui non si sono perse le tracce.
Polizia: Risarcimento danni pari a 17.000 dollari circa per chi ha subito abusi
“Molte denunce sono emerse di persone che sono state seriamente danneggiate, hanno subito gravi mutilazioni, abusi e cose simili. Alcune riguardano comportamenti scorretti e disumani tenuti nella prigione di Kahrizak” dichiara un’esponente delle forze di polizia iraniana. Inoltre aggiunge: “nelle proteste post elettorali sono stati riportati casi di violenza e di abusi da parte degli agenti delle unità speciali di polizia a danno dei manifestanti” Il numero totale di denunce è stato 433, ma solo per 90 di queste c’è stata una conferma ufficiale da parte della polizia ed un risarcimento danni ( 17.000 dollari circa) pari ad una media di 180 dollari per famiglia. Un secondo resoconto riporta invece un numero di denunce pari a 500 ed un risarcimento danni di 50.000 dollari circa.
Due ragazze cristiane sotto processo a Teheran
Maryam Rostampour 27 anni e Marzieh Amirizadeh 30 anni, in prigione da più di 5 mesi, sono state processate domenica. Il giudice Haddad ha chiesto loro di ritrattare le proprie posizioni e di mettere per iscritto, oltre ad una ammissione a voce, di aver cambiato religione. Il loro unico crimine è dunque essere diventate cristiane. Il tribunale ha infatti dato loro la “possibilità” di ritrattare fino a quando il processo non sarà terminato. Va detto che la pena capitale stabilita per il reato di apostasia è stato di recente annullata dalla legge iraniana, tuttavia non esiste ancora una legge che vieti questo tipo di esecuzione. Esiste dunque un serio pericolo per queste due ragazze anche se è stato concesso loro un avvocato. Le loro condizioni di salute non sono buone ed entrambe hanno subito maltrattamenti in prigione.
4000 persone Arrestate dall’inizio delle proteste post elettorali
E’ il numero più alto che sia mai stato ufficialmente dichiarato dalle autorità giudiziarie. Jamshidi, il portavoce dell’autorità giudiziaria ha prontamente sottolineato che tuttavia ne sono state rilasciate 3700 nella prima settimana.
Amir Aslani arrestato dal Pubblico Ufficiale del dipartimento per i Crimini in Internet
Amir Aslani, perito elettronico delle università di Elm e Sanat e direttore di una compagnia di software, è stato arrestato sabato pomeriggio. Secondo le notizie riportate da Amir Kabir, agenti in borghese lo hanno prelevato davanti alla sua compagnia senza alcuna autorizzazione o mandato. Lo hanno portato in un luogo sconosciuto dove è stato interrogato per più di 5 ore ad occhi bendati. In seguito 4 agenti si sono recati nel suo appartamento, hanno perquisito e rovistato ovunque portandosi via i suoi effetti personali e quelli di sua moglie. Nessuna ragione legale che ne motivi l’arresto è stata fornita alla sua famiglia, ma dalle conversazioni degli agenti si può desumere che la causa sia stata l’invio di alcune emails dopo i disordini post elettorali.
Libertà per i Giornalisti in Prigione e la Chiusura dell’ ufficio dell’ Associazione dei Giornalisti dell’Iran
I giornalisti parlamentari hanno incontrato Ali Larijani, capo dell’ parlamento iraniano. In questo incontro i giornalisti hanno portato all’attenzione del parlamento le loro richieste. Uno dei giornalisti sottolineando la mancanza di sicurezza nel lavoro di giornalisti e reporter, ha chiesto un’attenzione speciale per garantire la loro incolumità. Un altro giornalista, dopo aver ringraziato per la creazione di una speciale commissione di indagine per la situazione nelle prigioni, ha espresso preoccupazione per lo stato di salute di alcuni giornalisti arrestati, in particolare per Saeed Hajjariyan e Mustafa Tajzadeh, chiedendo al Parlamento un’attenzione speciale sulla situazione di questi due detenuti.
Insolito verdetto della Commissione disciplinare dell’Università di Boo Ali Sina: 1-2 Semestri di Sospensione per 11 Studenti
La commissione disciplinare dell’università di Boo Ali Sina ha emesso un provvedimento a carico di alcuni studenti che avevano preso parte alle proteste e manifestazioni del 12 giugno scorso. In base al provvedimento Siavash Hatam, Pouria Sharifian, Hojat Bakhtiari, Reza Jafarian, Mehdi Mosafer, Ali Rezaie, Farid Zandi, Kianoosh Rezaie, Mehdi Hakimi, Mostafa Mehdizadeh sono sospesi dall’ università per un’ anno, mentre Vahid Amiri per un solo semestre. Il provvedimento è stato emesso mentre 5 di questi studenti erano già stati arrestati dalla forze di polizia durante i disordini post elettorali, ed erano stati rilasciati su cauzione.
Un nuovo elenco dei detenuti:
Mohammad Mirzaee 26 anni, sposato, arrestato mercoledì 5 agosto nei pressi di piazza Baharestan. Luogo di prigionia sconosciuto
Ahmad Reza Kaboli 37 anni, sposato, arrestato mercoledì 5 agosto in via Sirous, trasferito alla prigione di Evin.
Sina Molaie 21 anni, studente di scuole superiore all’ultimo anno, arrestato mercoledì 5 agosto verso piazza Baharestan. Luogo di prigionia sconosciuto.
Farhad Agha Jani 23 anni, studente, arrestato mercoledì 5 agosto davanti all’ ingresso della fermata della metropolitana in via Sadi, trasferito nella prigione di Evin
Alireza Kashani 25 anni, studente di tecniche agrarie, arrestato mercoledì 5 agosto in piazza Baharestan e dopo essere stato picchiato, è stato trasferito al distretto di polizia n. 160, e poi alla prigione di Evin.
Arman Kiani, 27 anni, arrestato mercoledì 5 agosto verso piazza Baharestan e trasferito alla prigione Evin.
Kazem Masoumi, 31 anni, arrestato lunedì 3 agosto in via Vali Asr. Luogo di detenzione sconosciuto.
Hadi Jamshidi Mobarake, 26 anni, arrestato lunedì 3 agosto in via Vanak. Luogo di detenzione sconosciuto.
Behrooz Jalilvand, 25 anni, laureato in tecniche agrarie, arrestato lunedì 3 agosto in via Vali Asr, trasferito alla prigione di Evin.
Afshin Sadeghi, 20 anni, studente di scienze sociali, arrestato lunedì 3 agosto in via Vanak. Luogo di detenzione sconosciuto.
Mohammad Housain Azari, 28 anni, laureato in giurisprudenza, arrestato giovedì 30 luglio in piazza Hafte Tir, trasferito al distretto di polizia n 148 e poi alla prigione di Evin, sezione n 240.
Amin Housaini Hashem Abadi, 27 anni, perfezionando in contabilità, arrestato giovedì 30 luglio in piazza Hafte Tir, transferito alla prigione di Evin.
Peyman Ahmadi, 20 anni, studente universitario, arrestato giovedì 30 luglio e trasferito alla prigione di Evin.
Hamed Abbasi, 29 anni, laureato in lingua inglese, arrestato in via Takhte Tavoos e trasferito alla prigione di Evin.
Kaivan Ebrahimzadeh, 30 anni, laureato in fisica, arrestato giovedì 30 luglio in Mosala dalle milizie Basij e trasferito alla prigione di Evin.
Mehdi Saleki Poor, arrestato venerdì 17 luglio e trasferito alla prigione di Evin .
Amir Nazerian 22 anni, è arrestato venerdì 17 luglio in via Enghelab e trasferito alla prigione di Evin
Amir Abbaszadeh, 23 anni, laureato in management, arrestato venerdì 19 giugno in via Enghelab e dopo essere stato picchiato dalle milizie Basij, è stato trasferito al distretto di polizia n. 148 e poi alla prigione di Evin.
Mansour Khorshidi, 28 anni, laureato in ingegneria elettronica, arrestato giovedì 9 luglio e trasferito alla prigione di Evin
Hasan Ghaffari, 24 anni, laureato in sociologia, arrestato giovedì 9 luglio e trasferito alla prigione di Evin
Yousof Karami, 29 anni, arrestato giovedì 9 luglio in via Vali Aar e trasferito alla prigione di Evin
Kamran Taghi Poor, 29 anni, laureato in scienze informatiche, arrestato giovedì 9 luglio in via Amir Abad e trasferito alla prigione di Evin
Condanniamo risolutamente la sentenza di detenzione e di punizione corporale contro alcuni lavoratori arrestati in occasione della Giornata Mondiale dei Lavoratori nel Maggio 2009. 3 di loro sono stati condannati a 6 mesi di detenzione e a ricevere 40 frustate dal tribunale di Sanandaj:
-Faaegh Kaikhosravi
-Shiva Sobhani
-Mansoor Karimian
L’ unione dei liberi lavoratori in Iran ritiene un diritto basilare partecipare liberamente alle manifestazioni della Giornata dei Lavoratori e chiede il rilascio incondizionato dei tre detenuti ed il diritto alla libertà di aggregazione e manifestazione durante quel giorno.
24 Persone morte a Teheran per Inedia
Stando ai dati e ai rapporti statici dall'organizzazione di Beheshte Zahra, 24 cittadini di Teheran sono morti negli ultimi 24 mesi per inedia. L'inedia ha una relazione diretta con condizioni di vita estremamente povere, e secondo alcuni esperti il numero dei decessi nelle altre altri città e nei villaggi potrebbe essere ancora più alto
Membri della Commissione dei Giornalisti hanno incontrato i genitori di Alireza DavoodiAlireza Davood è stato arrestato ad Isfahan il 24 giugno.
Rilasciato sotto cauzione per una somma di 100,000.000 dollari, è morto a soli 26 anni il 7 luglio. Visto le cause poco chiare della sua morte, la Commissione dei giornalisti ha deciso di incontrare i suoi genitori per fare maggior chiarezza sull’accaduto. Secondo la sua famiglia, Alireza sarebbe stato torturato mentre era in prigione e la sua morte è stata la conseguenza di una terribile depressione. Il recupero in ospedale era stato ottimale , tuttavia il 7 luglio la zia di Alireza viene informata dalle autorità ospedaliere che il giovane ha avuto un arresto cardiaco e che hanno bisogno dell’autorizzazione paterna per il trasferimento in un altro ospedale. Prima che avvenga il trasferimento Alireza muore. La sua famiglia si è rivolta ad un avvocato e sta cercando di conoscere la vera causa della sua morte.
Licenza di Uccidere
Sono arrivati, si sono messi comodi, hanno preso il potere con la violenza. Sono gli agenti ed i comandanti del crimine: armati e non armati, bugiardi, aguzzini e torturatori, stupratori, oppressori, gli assassini di Neda, di Sohrab, di Taranhe, di Kianoosh etc.
Questa sera hanno tenuto ancora una volta la città sotto il loro schiaffo, così violentemente che puoi udirne l’eco in tutti vicoli e le vie di Teheran. Ero in piazza Vanak, nel mezzo di una tale calca di gente che mi ci sono voluti 30 minuti per percorrere un tratto per cui normalmente ne impiego 5. Le forze in borghese erano ovunque . C’erano donne di mezza età (più degli uomini), ragazzi e ragazze, una folla che cresceva sempre più. Scontri e fughe in Vali Asr attraverso Abbas Abad. Di solito quando non vien stabilito un comune luogo di raduno , la gente si distribuisce in zone diverse della città e protestano.
13 Persone arrestate durante la Cerimonia del 40simo giorno in memoria di Kianoosh Asa, sono state Rilasciate.
Sono stati rilasciati ieri, 9 Agosto pagando una cauzione. Tuttavia restano ancora in prigione gli altri arrestati quel giorno, la maggior parte dei quali, stando alle testimonianze, sono studenti universitari di Teheran e Sanandaj che avevano raggiunto la città di Kermanshah per partecipare alla cerimonia in ricordo di Kianoosh.
Il capo della Polizia responsabile degli Omicidi commessi nella prigione di Kahrizak
Hamidreza Katoozian, rappresentante del congresso, ha riconosciuto direttamente responsabile il capo delle forze di polizia, degli omicidi avvenuti nella prigione di Kahrizak. La polizia iraniana ha annunciato che gli agenti responsabili del centro di detenzione, colpevoli di aver torturato i detenuti, saranno rimossi dal loro incarico e subiranno le conseguenze penali previste dalla legge. Tuttavia l’identità di questi ufficiali non è stata ancora resa pubblica!
La lettera di Karroubi per l’imediata apertura di un’indagine sugli stupri avvenuti nelle prigioni contro i giovani arrestati nelle recenti manifestazioni. (http://news.bbc.co.uk/2/hi/middle_east/8192660.stm)
>L’Iran ammette torture sui manifestanti della protesta elettorale (ABC News)
Arrestato ed Imprigionato a Kahrizak! - Il terribile racconto e la testimonianza diretta di un uomo detenuto nella famigerata prigione di Kahrizak -
-Un auto si è fermata davanti a me, sono saltati fuori due uomini che mi hanno afferrato, e dal momento che continuavano ad insultarmi e a prendersi gioco di me, ero quasi felice, ho pensato “non sono le forze di polizia, forse vorranno solo dei soldi, poi mi lasceranno andare”. Quando, però, mi hanno tenuto la testa tra le ginocchia perché non vedessi la direzione dell’auto e mi hanno bendato, ho capito. Ho capito che erano della milizia e ho tentato di intuire dove mi stessero portando, quali strade l’auto stava percorrendo. Mi è sembrato che il ponte cha avevamo appena attraversato non conducesse alla prigione di Kahrizak. Avevo paura di fare domande, non volevo sentire i loro insulti ancora una volta, così ho semplicemente chiesto:”dove mi portate?”.Uno di loro mi ha risposto:” Stiamo andando a fo***ti. Non ho chiesto più nulla. Loro continuavano a prendersi gioco di me, mentre io stavo lì a pensare che quella gente apparteneva proprio alle forze di polizia, uomini che dovrebbero garantire la giustizia!
Dopo un po’ l’auto si è fermata e loro mi hanno trascinato fuori. Non potevo veder nulla e continuavo a sbatter conto tutto e tutte le volte ricominciavano gli insulti ;”P***na di una madre, sei cieco, non vedi”. Mi hanno consegnato a delle persone e portato in una stanza. Qualcuno di loro ha detto: “dategli il benvenuto per mezz’ora finchè non sarò di ritorno”. Nemmeno il tempo di terminare la frase ed hanno iniziato a picchiarmi. Era terribilmente doloroso ma poco dopo il dolore ha lasciato posto alla rabbia ed al coraggio. Non so quanto tempo è trascorso, mi sentivo come se avessi perso il senso del tempo e dello spazio. Continuavano a picchiarmi e mi urlavano :”dopo che saremo venuti a f***ti, comprenderai molto bene il vero significato della rivoluzione di velluto”.Dopo mi hanno gettato in una stanza e sono andati via.
Ero sicuro che quello sarebbe stato il luogo in cui mi avrebbero stuprato ma non glielo avrei lasciato fare..stavo meditando di uccidermi. Dopo pochi istanti qualcuno mi ha sollevato e mi ha messo su una sedia, le mie mani sono state ben legate. Hanno chiesto il mio nome e quello di mio padre. Ancora una volta mi hanno portato in una stanza, una diversa però e mi hanno detto che quella era la “la stanza dello stupro”. Mi hanno lasciato lì, hanno detto che sarebbero tornati. Ogni secondo che passava mi sembrava un anno. Non sono tornati.
Sono venuti di nuovo, mi hanno trascinato in un’altra stanza: ancora botte e d insulti. Mi hanno poi messo in una nuova stanza così piccola che non riuscivo nemmeno a sedermi o a dormire, potevo solo rimanere in piedi. Sentivo dolore per tutto il corpo, ero pieno di rabbia, avevo fame e sete ma mi rincuorava il pensiero che almeno non mi avrebbero violentato ma continuavano picchiarmi in quel modo perché probabilmente volevano ottenere da me una confessione … ignoro cosa avrei dovuto ammettere o confessare. La stanza in cui mi trovavo mi faceva quasi rimpiangere il luogo dove mi picchiavano: era terribilmente piccola e soffocante. Non so quanto tempo sono rimasto lì, ero così assonnato. Sono arrivati di nuovo, mi hanno portato via: stessa scena, stessi insulti.
Durante il primo interrogatorio mi hanno fatto domande sul mio coinvolgimento nella campagna elettorale per Moussavi, sulle persone che avevano preso parte alle proteste post elettorali. Volevano dei nomi. Ho ammesso di conoscere Taj Zadeh, Ramezanzadeh, Amin Zadeh, Tabatabaee e Taj Zadeh ma non era abbastanza, così è stato chiamato qualcuno ed in quell’istante ho sentito odore di combustibile, di bruciato.”Brucialo” ha detto il mio aguzzino, pensavo fosse un bluff ma ero ugualmente terrorizzato. Stavo bruciando..mi hanno versato il combustibile addosso. Il calore era infernale, mi sentivo come se stessi bruciando al sole Dopo poco mi hanno portato in un’altra stanza per continuare ad interrogarmi ma ho perso conoscenza. Quando ho ripreso i sensi ero di nuovo in quella soffocante e minuscola stanza, ero divorato dalla rabbia.
La seconda volta che mi hanno interrogato ero nuovamente quasi privo di sensi. Lui mi ha detto “sei davvero fortunato che sia io ad interrogarti ma se non collabori non avrò altra scelta che permettere loro di stuprarti. Non riuscivo a sentirlo molto bene. La sua voce si interrompeva bruscamente e poi non ho capito più nulla. Ho sentito l’acqua sulla faccia e qualcosa di dolce sulle labbra. La persona che mi interrogava ha detto:“sono ormai tre giorni che sei qui e non ho ottenuto alcuna informazione. Voglio farti una domanda personale..quando è stata l’ultima volta che hai “s***to?”. Non ho detto nulla e lui ha continuato: “siamo da soli adesso, solo io e te, non vergognarti, non sono come questi rifiuti umani che cercano solo di s***re qualcuno”. Non ho aperto bocca, lui ha riso e ha detto: “tu si che sei un vero uomo! Per quanto mi riguarda, l’ultima volta è stata pochi giorni fa. Adoro le ragazze più giovani, più sono giovani meglio è”. Ha iniziato a parlarmi di una sua “relazione” con una ragazzina di 10 anni e poi mi ha chiesto: “ quanti anni ha tua figlia? 11 vero?” Stavo esplodendo per la rabbia.
La stessa storia si ripeteva durante tutti gli interrogatori: lui continuava a parlarmi della ragazzina e l’altro delle violenze sessuali che avrebbero usato contro di me. Una volta, al colmo della rabbia ho urlato : “Dio”! Ho ricevuto in risposta un pugno in faccia ed un dente rotto. Urlavano “non sei degno di invocare Dio” mentre continuavano a riempirmi la faccia di pugni, fino a quando ho perso i sensi. Quando mi sono ripreso, un altro ragazzo ha iniziato farmi domande sui miei rapporti fuori dall’Iran e su i miei amici di Radio Farda, sulle informazioni che raccoglievamo etc. Mi hanno picchiato cos’ violentemente che alla fine ho ceduto e ho dato loro notizie sui i miei presunti “amici” di cui non conoscevo nemmeno il nome!
Credo fossero trascorsi ormai 5 giorni quando mi hanno portato in auto in un luogo diverso. Era un paradiso rispetto al precedente, potevo persino sedermi e dormire, mi hanno dato qualcosa da mangiare: era disgustoso ma era sempre del cibo.
Non sapevo se la scorsa notte sarebbe stata l’ultima per me: prima mi hanno lasciato fare una doccia, poi mi hanno portato fuori dalla cella e mi hanno detto di togliermi i vestiti. Mi hanno messo su un’ auto e portato da qualche parte. L’ agente che era con me mi ha detto: “ti abbiamo portato qui per prenderci cura di te perché non gradisco le persone ferite. Hanno commesso un errore a picchiarti in quel modo sin dall’inizio, non amo affatto trarre soddisfazione dalla gente ridotta così, ma a qualcuno piace..Ti ha mai s***to qualcuno in questo modo da quando sei qui?”
Non ho detto nulla, non avevo nulla da dire. Mi chiedevo come fossero riusciti a mettere insieme, in un unico posto, persone tanto volgari e disgustose. Siamo ripassati per lo stesso ponte e temevo che mi riportassero dove ero stato la prima volta, ma l’auto si è fermata, mi hanno spinto fuori praticamente in mutande e bendato. Un’ auto mi è passata accanto e ho sentito una risata fragorosa. Ho tolto la benda, ero all’inizio di via Pirouzi. Era notte fonda, ero sicuro che fossero le 2 di notte passate.
Ero praticamente nudo, senza soldi, senza scarpe, nessun documento di identità con me. Chi mai avrebbe accettato di portarmi a casa dall’altra parte della città? Dov’era casa mia? Un’auto si è fermata accanto a me, il conducente avrà pensato che fossi pazzo. Sono riuscito a mormorare qualcosa e lui mi lasciato entrare in auto. Era davvero un brav’uomo. Mi ha dato dei vestiti e dei soldi. Mi ha chiesto come stessi e ha pianto con me per quasi due ore.
Quella notte mi ha ospitato nella sua casa, a sud di Teharan. Ho fatto una doccia, ho cercato di riprendere un aspetto decente. Quest’uomo aveva votato per Ahmadinejad, ma dopo le elezioni, dopo aver ascoltato alcune storie, ha cambiato idea. E’ stata la prima persona a cui ho raccontato direttamente la mia storia. Lui ne aveva ascoltate tante, ma tutte indirettamente. Mi ha raccontato di Taraneh Mousavi…
Analista dell’ Ambasciata britannica sentito a giudizio nel processo per il colpo di stato di velluto:
“Diplomatici inglesi hanno avuto costantemente contatti con la campagna elettorale di Mousavi”
Hossein Rassam dichiarando che il primo segretario dell’ambasciata britannica ha partecipato alla campagna elettorale di Mousavi avendo incontri con membri del suo staff, dice: “anche noi abbiamo incontrato i membri del National Trust Party e questi contatti sono continuati anche dopo l’elezioni e durante i disordini”
L’Unione Europea Condanna l’esecuzione di massa di 24 persone in Iran
La Svezia insieme al Presidente del Consiglio europeo, ha pubblicato una dichiarazione dove si condanna duramente l’esecuzione di 14 persone avvenuta in Iran, la più grave esecuzione di massa avvenuta negli ultimi anni. Nel documento il presidente del Consiglio europeo dichiara: “ condanniamo l’esecuzione di 24 persone avvenuta il 30 Luglio nella città di Karaj, che accresce le nostra preoccupazione per le continue esecuzioni di massa”. Notizia pubblicata mercoledì, dal giornale Etemad di Teheran schierato con Mahmoud Salarkia, l'assistente della pubblica accusa di Tehran.
Manifestazioni e Proteste avvenute a Tabriz durante la Celebrazione del 40simo giorno
Sebbene si possa pensare che Tabriz non sia stata attiva come le altri grandi città nelle proteste post elettorali, le notizie indicano che durante la cerimonia del 40esimo giorno in memoria delle persone uccise nei recenti disordini, i giovani di Tabriz si sono radunati in diverse parti della città. Stando al movimento “l’ onda verde della libertà”, il 14 del mese di Khordad, in occasione dell’ anniversario del governo costituzionale, alcuni giovani hanno pacificamente manifestato davanti alla sede del governo, lungo le vie di Aabresan e di Vali Asr Falke. Le notizie riportano anche la presenza di forze di polizia armate di bastoni nelle suddette 3 aree.
Un Membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale: Possibilità di giudizio a carico di Khatami pur non presenziando in tribunale!
Javad Karimi Ghodoosi, capo della Boniade Baran durante i recenti disordini, in un’ intervista rilasciata all’ Irna, facendo il punto sulle accuse a carico di Khatami, ha detto: “in base alla mia esperienza, persone come Khatami a causa della loro storia passata nell'IRI ( Repubblica Islamica dell’Iran), non saranno chiamate in causa in tribunale;- continua- sono sicuro che il leader supremo ed il Consiglio dei Guardiani non vogliono che tali personalità (riferendosi a coloro che hanno servito l'IRI) siano direttamente processate e chiamate a giudizio. Noi analizzeremo tutte le accuse mosse a suo carico facendo a meno della sua presenza in aula.
Domani udienza per 10 persone accusate di coinvolgimento nei recenti disordini a Teheran
La sezione 15 del tribunale rivoluzionario a Tehran ha pubblicato una dichiarazione riguardo la seconda udienza del processo a carico delle persone accusate di coinvolgimento nei recenti disordini, tenutasi sabato 8 Agosto 2009. In questa sessione più di 10 persone saranno messe sotto processo. Secondo le notizie di Mehr, durante le prima sessione, tenutasi sabato 31 Luglio, circa 100 accusatori erano presenti e la successiva udienza avrebbe dovuto tenersi giovedì 6 Agosto. A causa delle richieste degli avvocati dei detenuti, il giudice Salvati ha accettato di rimandare l’udienza di 2 giorni, dando la possibilità di analizzare e studiare meglio il caso .
Continua l’ondata inesorabile di accuse e di arresti di Giornalisti
Giornalisti freelance stanno duramente condannando l’incrementarsi degli arresti a danno dei giornalisti dall’inizio del processo, di staliniana memoria, contro gli oppositori alla fraudolenta rielezione di Mahmud Ahmadi Nejad. In meno di 48 ore 3 giornalisti sono stati arrestati. I giornalisti freelance, insistendo sull’ incondizionato rilascio di tutti i giornalisti detenuti, hanno dichiarato: “L’arresto illegale dei giornalisti a Teheran ed in altre città continua inesorabile. Siamo estremamente preoccupati, in particolare per la situazione di Mehdi Yazdani Khoram che soffre di problemi cardiaci.
Attacco a Kermanshah durante la Cerimonia del 40simo giorno in memoria di Kianoosh Asa
La Cerimonia del 40simo giorno in memoria di Kianoosh Asa, studente universitario di Kermanshah ucciso dalle forze armate durante i disordini e le proteste post elettorali, ha avuto luogo giovedì sera. La cerimonia è iniziata pacificamente, ma dopo che molte persone si erano radunate nel luogo della sepoltura, si sono verificati scontri ed azioni violente ad opera delle forze di polizie e di quelle in borghese. Un considerevole numero di persone è stato arrestato.
Arman Estakhrian, un giovane ucciso a Shiraz
Arman Estakhrian, sedicenne figlio di Ahamad, è una delle persone uccise dopo le elezioni il 3 di Tir, morto per un violento colpo alla testa.
Arman Estakhrian, 16 anni, ha preso parte alle proteste a Shiraz finite in violenti scontri tra le forze armate in borghese e la gente. Negli scontri è rimasto colpito ed è stato portato all’ ospedale Namazi di Shiraz. E’ stato in coma per 17 giorni prima di morire. Il suo corpo è stato restituito alla famiglia dopo 3 giorni. Il referto medico attribuiva la causa della morte ad un incidente stradale, tuttavia stando alle testimonianze oculari, sarebbe stato impossibile, quel giorno, che un’ auto investisse il ragazzo visto il numero dei manifestanti e l’entità degli scontri avvenuti.
E’ importante sottolineare che suo padre è stato un prigioniero politico negli anni precedenti, ha trascorso 10 anni in prigione ed è morto 2 anni fa
Dichiarazione degli studenti dell’Università di Khabar nella giornata del Giornalismo: “I nostri colleghi sono in prigioni perché colpevoli di essere giornalisti o fotografi”
Un gruppo di studenti ha pubblicato una dichiarazione nel giorno del Giornalismo. Condannando i massici arresti di giornalisti e le recenti confessioni estorte ai detenuti sotto processo, hanno chiesto l’immediato rilascio di tutti i giornalisti e fotografi arrestati negli ultimi 2 mesi. Si legge inoltre: “in questi giorni duri, dove i nostri amici e colleghi vengono arrestati, il cui unico crimine è essere giornalisti o fotografi, le nostre grida si levano attraverso la penna, scrivendo la storia, la verità. In questi tempi bui dove si tenta di mettere a tacere la gente, non è il momento di starsene seduti in silenzio ”.
Tentativo di arrestare il Dott. Masoud Nili, ben noto economista, direttore dell’ università Sanati di Sharif, che non si trovava al momento nel suo appartamento
Hanno fatto diversi tentativi, ma lui non era ancora rientrato. Al suo posto hanno arrestato i suoi colleghi, il dott. Alì ed il dott. Mohammad Kermanshah, ben noti docenti dell’ università Sanati di Sharif, perché rivelassero dove fosse il dott. Nili. Sono stati rilasciati in seguito, tuttavia risulta difficile credere che non siano stati torturati per estorcerne informazioni.
Giustizia lampo: arrestati giovedì, sotto processo sabato!
La seconda sessione del processo a carico degli oppositori nelle recenti elezioni, si è tenuta sabato (8 Agosto 2009) con la presenza in aula di una cittadina francese e di due impiegati delle ambasciate locali britannica e francese. Sulla base delle foto pubblicate, una delle poche donne presenti in aula e sotto processo, era Nazok Afshar, impiegata del dipartimento culturale dell’ ambasciata francese a Tehran. A questo proposito Arash Naiemina, figlio di Mrs. Afshar, che è uno studente a Parigi, ha risposto alle domande di Radio Farda riguardo alla situazione di sua madre: “gli eventii sono accaduti così rapidamente – ha detto-. che io stesso non riesco a valutarli lucidamente. L’ultima volta che le ho parlato, ci saremo dovuti incontrare per cena sabato a Parigi. Non riesco a capacitarmi, come è possibile arrestare una persona e metterla sotto processo in un lasso di tempo di 30 ore!”
Il Regno Unito ha condannato il recente processo a carico degli oppositori
In risposta al processo contro uno degli impiegati dell’ ambasciata britannica a Tehran, Londra ha dichiarato, che questo provvedimento è "inaccettabile" e viola ogni garanzia data dalle alte cariche della repubblica islamica dell'Iran . Nella seconda sessione del processo Housain Rasam, impiegato iraniano dell’ ambasciata britannica a Tehran, è stato messo al banco dalla pubblica accusa. Il ministro degli Esteri britannico ha aggiunto: "condannammo questo tipo di confessioni e procedimenti penali, nei quali sono stati assolutamente ignorati i basilari ed ineliminabili diritti umani”.
Notizie Recenti
Il processo agli oppositori sembra danneggiare unicamente l’Iran - La parola agli analisti.
Los Angeles Time: Il processo trasmesso dalle televisioni non è sufficiente a fare tacere l'opposizione o a reprimere proteste, e sembra stia danneggiando la credibilità internazionale dell'ordinamento giudiziario iraniano, dicono gli osservatori.
Clotilde Reiss, 24 anni, viso pallido e voce flebile, che insegnava francese nella città iraniana di Isfahan quando fu arrestata, ha confessato di aver inviato una sola e-mail ad un collega nel capitale... Continua
L’Iran mette sotto processo l’ ambasciata britannica, l’accusa è di Spionaggio.
The Guardian:
Un impiegato dell’ambasciata britannica accusato di reclutare una rete di 50 agenti per rovesciare Ahmadinejad.
Hossein Rassam, analista politico presso l’ambasciata e cittadino iraniano, pallido in volto ha “confessato” in aula di avere reclutato negli ultimi anni una rete di 50 agenti per conto dell’ambasciata e di avere preso parte alle proteste allo scopo di raccogliere informazioni e fomentare i disordini…..Continua
Dipendenti dell’ ambasciata francese e britannica sotto processo per le proteste in Iran
CNN:
TEHERAN, Iran (CNN) – Un incredibile processo di massa a carico di iraniani e di altre persone coinvolti con le recenti proteste post elettorali si è aperto sabato….Continua